Tamoxifene – Foglio Informativo Farmaceutico
Indicazioni terapeutiche
Tamoxifene è indicato per:
- Trattamento del carcinoma mammario ormono-dipendente (recettore degli estrogeni positivo) in fase metastatica o locale avanzata.
- Trattamento adiuvante del carcinoma mammario operabile o localmente avanzato in pazienti con recettori degli estrogeni positivi per ridurre il rischio di recidiva.
- Prevenzione primaria del carcinoma mammario in donne ad alto rischio (profilassi selezionata), quando appropriato secondo linee guida cliniche.
- Utilizzo off-label documentato: alcune condizioni endocrine correlate al seno in ambito pediatrico o ginecologico, esclusivamente con valutazione specialistica.
Meccanismo d’azione
Tamoxifene è un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM). Agisce come antagonista competitivo del recettore degli estrogeni (ER) nel tessuto mammario, riducendo la stimolazione estrogenica delle cellule tumorali ER-positive. In altri tessuti (es. osso, endometrio) può esercitare effetti parzialmente agonisti. Viene somministrato per via orale e richiede metabolismo epatico per generare metaboliti attivi, in particolare endoxifen, responsabili di gran parte dell’attività antitumorale.
Posologia e somministrazione
Posologia generale (adattare in base alla valutazione clinica e alla tollerabilità):
| Indicazione | Dosaggio raccomandato | Durata tipica |
|---|---|---|
| Carcinoma mammario adiuvante (adulti) | 20 mg una volta al giorno | 5 anni; considerare estensione fino a 10 anni in caso di beneficio e tollerabilità |
| Carcinoma mammario metastatico | 20–40 mg una volta al giorno (valutare aumento se progressione) | Fino a progressione della malattia o intolleranza |
| Prevenzione primaria (ad alto rischio) | 20 mg una volta al giorno | Tipicamente 5 anni |
| Utilizzo pediatrico/altro (off-label) | Dose e schema solo su indicazione specialistica | Secondo protocollo specialistico |
- Somministrare per via orale, con o senza cibo. Preferibile assumere alla stessa ora ogni giorno.
- Non masticare o frantumare compresse rivestite; ingerire intere con liquido.
- Se viene dimenticata una dose: assumerla appena ricordato; se manca poco alla dose successiva, non raddoppiare.
- In caso di vomito dopo l’assunzione, non reintegrare la dose; riprendere la terapia al dosaggio successivo programmato.
- Monitorare aderenza e reazioni avverse; valutare proseguimento o sospensione in base a rischio/beneficio.
Inizio e durata
| Parametro | Tempo osservato |
|---|---|
| Assorbimento (Tmax) | Circa 4–7 ore dopo somministrazione orale |
| Emivita (tamoxifene) | Circa 5–7 giorni (variazioni interindividuali) |
| Emivita (endoxifen e metaboliti attivi) | Circa 10–14 giorni |
| Tempo per stato stazionario | 4–6 settimane o più, a causa della lunga emivita |
| Prime evidenze cliniche di efficacia | Settimane–mesi (riduzione rischio di recidiva osservabile nel follow-up a lungo termine) |
| Persistenza dell’effetto dopo interruzione | Settimane o mesi, correlata alla presenza di metaboliti attivi |
Farmacocinetica
- Assorbimento: buona biodisponibilità orale; Tmax 4–7 ore.
- Distribuzione: elevata distribuzione nei tessuti; legame proteico plasmatico >99%.
- Metabolismo: esteso metabolismo epatico; principali isoenzimi coinvolti CYP2D6 e CYP3A4; metaboliti attivi inclusi N-desmetil-tamoxifene e 4-idrossi/endoxifen (endoxifen principale per attività farmacologica).
- Emivita: tamoxifene ~5–7 giorni; metaboliti attivi (endoxifen) ~10–14 giorni; variabilità interindividuale legata a polimorfismi CYP2D6.
- Eliminazione: prevalentemente tramite fegato e bile, con escrezione fecale dei metaboliti; frazione minore eliminata per via urinaria.
- Popolazioni con alterata farmacocinetica: insufficienza epatica significativa può aumentare esposizione; insufficienza renale ha impatto limitato sui livelli di farmaco ma richiede sorveglianza clinica.
Interazioni medicinali
Tamoxifene è substrato di CYP2D6 e CYP3A4; molte interazioni sono mediate dalla alterazione del metabolismo e dalla modifica dei livelli di metaboliti attivi. Farmaci che inibiscono fortemente CYP2D6 possono ridurre le concentrazioni di endoxifen e potenzialmente ridurre l’efficacia clinica.
| Farmaco/Classe | Meccanismo | Effetto clinico | Raccomandazione |
|---|---|---|---|
| Paroxetina, Fluoxetina | Inibitori potenti di CYP2D6 | Riduzione di endoxifen; possibile diminuzione efficacia tamoxifene | Evitarne l’uso quando possibile; preferire antidepressivi a basso effetto su CYP2D6 (es. venlafaxina, citalopram con cautela) |
| Rifampicina, Carbamazepina, Fenitoina | Induttori enzimatici (CYP3A4, ecc.) | Diminuzione di livelli plasmatici di tamoxifene/metaboliti; possibile ridotta efficacia | Monitorare efficacia; evitare se possibile; valutare strategie alternative |
| Ketoconazolo, Itraconazolo | Inibitori CYP3A4 | Potenziale alterazione del metabolismo; effetto clinico variabile | Monitorare; valutare rischio/beneficio |
| Warfarin e anticoagulanti orali | Interazione farmacodinamica e metabolica | Aumento dell’INR e rischio emorragico | Controllo frequente dell’INR e aggiustamento dose anticoagulante |
| Contraccettivi orali/terapie estrogeniche | Effetto estrogenico antagonista/competitivo | Possibile riduzione dell’efficacia preventiva/terapeutica | Evitare terapia estrogenica concomitante; discutere alternative contraccettive |
| Antiaritmici/Altri inibitori CYP2D6 | Inibizione CYP2D6 | Riduzione endoxifen | Valutare alternative o monitorare strettamente |
- Prima di iniziare o interrompere farmaci concomitanti (compresi integratori e fitoterapici) valutare potenziali interazioni.
- Consultare il medico o il farmacista in caso di terapia con antidepressivi, antimicotici azolici, antibiotici che inducono CYP, o anticoagulanti orali.
Effetti indesiderati
Reazioni avverse comuni e potenzialmente gravi sono elencate di seguito. La valutazione del rapporto rischio/beneficio deve guidare la prosecuzione della terapia.
- Molto comuni: vampate di calore, sudorazione, affaticamento, nausea, alterazioni dell’umore, aumento di peso, ritenzione idrica.
- Comuni: secchezza o perdite vaginali, alterazioni del ciclo mestruale (amenorrea o irregolarità), dolore addominale, cefalea, dolori muscoloscheletrici.
- Non comuni: aumento dei trigliceridi, alterazioni epatiche (aumento enzimi epatici), trombosi venosa profonda, embolia polmonare.
- Rari ma gravi: carcinoma endometriale o iperplasia endometriale (rischio aumentato), emorragie uterine, tromboembolismo arterioso, ictus, iperplasia/endometrio-sarcoma uterino in casi rari.
- Oculari: disturbi visivi, retinopatia o depositi corneali (segnalare sintomi visivi immediatamente).
- Reazioni ematologiche: alterazioni rare degli esami ematici; segnalare febbre, infezioni ricorrenti, petecchie o sanguinamenti anomali.
Monitoraggio raccomandato:
- Valutazione ginecologica periodica in donne in postmenopausa o con sanguinamento vaginale anomalo (ecografia endometriale se indicata).
- Controllo per segni/sintomi tromboembolici (dolore o gonfiore degli arti, dispnea improvvisa, dolore toracico).
- Monitoraggio degli enzimi epatici in pazienti con storia di malattia epatica o sintomi epatici.
- Valutazione oftalmologica in caso di disturbi visivi.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: controindicato. Tamoxifene può causare danno fetale. Evitare gravidanza durante la terapia; raccomandare contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 2 mesi dopo la sospensione (consultare linee guida specifiche per durata consigliata della contraccezione).
- Allattamento: controindicato. Tamoxifene è escreto nel latte materno e può avere effetti sul neonato.
- Insufficienza epatica: ridotta clearance e incremento dell’esposizione; valutare rischio/beneficio, considerare monitoraggio più frequente e possibile aggiustamento terapeutico.
- Insufficienza renale: eliminazione renale minima dei farmaci immodificati; tuttavia pazienti con insufficienza renale grave devono essere monitorati clinicamente.
- Anziani: non è richiesta di norma una riduzione di dose solo per età, ma maggiore attenzione al rischio tromboembolico, comorbilità e politerapia.
- Pediatria: uso limitato e in genere off-label; richiede valutazione specialistica e monitoraggio dedicato.
Conservazione e forme
| Caratteristica | Dati |
|---|---|
| Forme farmaceutiche | Compresse rivestite 10 mg, 20 mg (formulazioni orali) |
| Conservazione | Conservare a temperatura ambiente preferibilmente non superiore a 25 °C; proteggere dall’umidità e dalla luce; tenere fuori dalla portata dei bambini. |
| Stabilità | Seguire la data di scadenza riportata sulla confezione. Non utilizzare se il confezionamento è danneggiato. |
| Smaltimento | Smaltire i medicinali non più utilizzabili secondo le norme locali; non eliminare nel lavandino o nei rifiuti domestici. |
Caratteristiche principali
| Voce | Valore |
|---|---|
| Nome generico | Tamoxifene citrato (tamoxifene) |
| Classe farmacologica | Modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM) |
| Codice ATC | L02BA01 |
| Via di somministrazione | Orale |
| Interazioni chiave | Farmaci che inibiscono CYP2D6 (es. paroxetina, fluoxetina), anticoagulanti orali, induttori CYP3A4 |
| Controindicazioni principali | Gravidanza, sospetta gravidanza, allattamento, anamnesi di tromboembolismo attivo non controllato, ipersensibilità al principio attivo |
| Monitoraggio raccomandato | Esame ginecologico/endoometriale in presenza di sanguinamento, controllo INR se su anticoagulanti, monitoraggio epatico e segni trombotici |





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