Sinequan (Doxepina)
Indicazioni terapeutiche
Sinequan (doxepina cloridrato) è indicato per il trattamento di:
- Disturbi depressivi maggiori e depressione con ansia associata.
- Disturbi d’ansia quando il trattamento con triciclici è appropriato.
- Disturbi del sonno secondari a ansia o depressione (uso a basso dosaggio o come terapia aggiuntiva; valutare rischio/beneficio).
Usi off-label comunemente documentati: neuropatia dolorosa cronica, prurito resistente (uso topico con formulazioni differenti), e alcuni disturbi del dolore cronico. L’utilizzo off-label deve essere supportato da valutazione specialistica.
Meccanismo d’azione
- Inibisce la ricaptazione presinaptica di serotonina (5-HT) e noradrenalina (NA), aumentando la disponibilità sinaptica di questi neurotrasmettitori.
- Antagonista dei recettori H1 dell’istamina: potenza sedativa elevata, responsabile dell’effetto ipnotico a basse dosi.
- Attività antagonista verso i recettori muscarinici colinergici e alfa-1 adrenergici: responsabile di effetti anticolinergici e ipotensione ortostatica.
- Metabolita attivo: nordoxepina (con profilo farmacologico simile e emivita prolungata).
Posologia e somministrazione
La posologia varia in funzione dell’indicazione, dell’età, delle comorbilità e della tolleranza individuale. Iniziare sempre con la dose efficace più bassa e titolare gradualmente.
| Indicazione | Dose iniziale (adulti) | Dose di mantenimento | Dose massima raccomandata |
|---|---|---|---|
| Depressione maggiore | 25–50 mg/die (preferibilmente alla sera) | 75–150 mg/die, suddivisa o in singola somministrazione serale | 300 mg/die (solo se necessario e sotto stretto monitoraggio) |
| Ansia | 10–25 mg/die | 25–100 mg/die, aggiustare in base a risposta | 300 mg/die |
| Insonnia (uso notturno, off-label) | 10–25 mg alla sera | 10–50 mg alla sera | Non raccomandato oltre dosi antidepressive senza rivalutazione |
Modalità di somministrazione:
- Somministrare preferibilmente la dose principale alla sera per ridurre gli effetti sedativi diurni.
- Può essere assunto con o senza cibo; se causa disturbi gastrointestinali, somministrare con cibo.
- Durante l’aumento della dose, valutare la comparsa di effetti anticolinergici, ipotensione ortostatica e sedazione.
- Interruzione: ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi da sospensione (capogiri, nausea, ansia, irritabilità, disturbi del sonno).
Insorgenza e durata
| Effetto | Insorgenza | Durata tipica |
|---|---|---|
| Effetto sedativo (sonnolenza, indurre sonno) | 30–60 minuti | 6–12 ore (varia con dose e metabolismo individuale) |
| Antidepressivo (miglioramento sintomatologia) | 2–4 settimane (prime risposte) | 4–8+ settimane per effetto terapeutico pieno |
| Riduzione dell’ansia | 1–2 settimane per iniziale miglioramento | Dipende dalla titolazione e dalla durata del trattamento |
| Emivita plasmatiche | Doxepina: ~8–24 ore; nordoxepina: ~15–30 ore (varia con fenotipo metabolico) | |
Farmacocinetica
- Assorbimento: buona via orale; Tmax generalmente 2–3 ore dopo somministrazione.
- Biotrasformazione: esteso metabolismo epatico di primo passaggio; formazione del metabolita attivo nordoxepina. Enzimi coinvolti includono CYP2D6 e altre isoforme del citocromo P450.
- Legame proteico: elevato (circa 85–95%), variabile tra individui.
- Distribuzione: ampia distribuzione tissutale, attraversa la barriera ematoencefalica.
- Eliminazione: escrezione principalmente renale sotto forma di metaboliti; minima quota di farmaco inalterato.
- Variabilità: pazienti metabolizzatori lenti di CYP2D6 presentano livelli plasmatici più elevati e emivita prolungata; aggiustare dose se noto.
Interazioni farmacologiche
Farmaci che interagiscono clinicamente con la doxepina e raccomandazioni terapeutiche:
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| MAOI (inibitori delle monoaminoossidasi) | Rischio di crisi serotonergica o ipertensiva | Controindicato: attendere almeno 14 giorni dopo sospensione MAOI prima di iniziare doxepina; viceversa attendere 14 giorni dopo doxepina prima di iniziare MAOI |
| Inibitori forti CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina, quinidina) | Aumento dei livelli plasmatici di doxepina; maggiore rischio di effetti avversi | Valutare riduzione posologica e monitoraggio clinico/ECG |
| SSRI, SNRI, altri serotonergici | Rischio di sindrome serotoninergica | Combinare con cautela; monitorare segni di ipertermia, rigidità, instabilità autonoma |
| Antipsicotici e antiaritmici (QT-prolunganti) | Potenziale prolungamento intervallo QT e aritmie | Monitorare ECG in pazienti a rischio; evitare associazioni non necessarie |
| Alcol e sedativi-BZD | Effetto depressivo sinergico sul SNC, aumento sedazione | Evitare o ridurre dosi concomitanti; informare paziente su pericolo di compromissione della vigilanza |
| Anticolinergici (es. atropina, antimuscarinici) | Aumento degli effetti anticolinergici (ritenzione urinaria, stipsi, ipertermia) | Monitorare; evitare combinazioni in pazienti anziani o con ipertrofia prostatica |
| Antipertensivi (es. clonidina) | Potenziale interazione con pressione arteriosa (ipotensione o ridotta efficacia) | Monitorare pressione arteriosa; aggiustare terapia ipotensiva se necessario |
Nota: l’elenco non è esaustivo. Consultare database interazioni e specialista in caso di politerapia complessa.
Effetti avversi
Gli effetti avversi più comuni e quelli gravi che richiedono attenzione immediata:
- Tipici: sonnolenza, secchezza delle fauci, costipazione, visione offuscata, ritenzione urinaria, aumento di peso.
- Cardiovascolari: ipotensione ortostatica, tachicardia, aritmie, potenziale prolungamento QT — particolarmente a dosi elevate o con altri farmaci che prolungano QT.
- Neurologici: confusione, capogiri, tremore, abbassamento della soglia convulsivante (attenzione nei pazienti con epilessia), parestesie.
- Psichiatrici: aumentato rischio di pensieri e comportamenti suicidari in pazienti giovani (<25 anni); monitorare cambiamenti di umore, ideazione suicidaria, peggioramento della depressione.
- Ematologici ed epatici: reazioni rare come agranulocitosi, eosinofilia, epatite; sospendere se si sviluppano segni di grave reazione idiosincrasica.
- Endocrino/elettrolitico: iponatriemia (sindrome da inappropriata secrezione di ADH), specialmente negli anziani e in pazienti che assumono diuretici.
Segnalare immediatamente: aritmie sintomatiche, sincopi, gravi reazioni allergiche, segni di sindrome serotoninergica (tachicardia, ipertermia, rigidità), ideazione suicidaria.
Popolazioni speciali
- Anziani: aumentata sensibilità agli effetti anticolinergici, sedazione e ipotensione ortostatica con rischio di cadute. Iniziare con dose inferiore (p. es. 10–25 mg/die) e titolare lentamente. Monitorare elettroliti e funzione cardiaca; considerare ECG prima di dose elevata.
- Insufficienza epatica: metabolismo ridotto con aumento esposizione; ridurre dose iniziale e aumentare con cautela; monitorare LFT e segni di tossicità.
- Insufficienza renale: eliminazione dei metaboliti ridotta; considerare riduzione dose e monitoraggio clinico.
- Gravidanza: dati limitati. Usare solo se il beneficio clinico giustifica il potenziale rischio fetale. Valutare benefici vs rischi e discutere con paziente. Possibile rischio di sintomi neonatali alla nascita dopo esposizione in utero.
- Allattamento: escreto nel latte materno; valutare rischio per il neonato e considerare alternative o sospensione dell’allattamento.
- Pediatria (<18 anni): sicurezza ed efficacia non stabilite per tutti gli usi; aumento del rischio di pensieri suicidari segnalato con antidepressivi in giovani. Uso solo con supervisione specialistica e monitoraggio ravvicinato.
- Polimorfismi CYP2D6: i metabolizzatori lenti presentano livelli più elevati di doxepina; considerare monitoraggio plasmatico e riduzione posologica.
Monitoraggio e precauzioni
- Valutare rischio suicidario prima e durante le prime settimane di trattamento e in caso di modifiche posologiche.
- Monitorare pressione arteriosa (in ortostatismo), frequenza cardiaca e, se indicato, ECG in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare o a dosi elevate.
- Controllare peso corporeo, funzionalità epatica, elettroliti (sodio), e in caso di sintomi suggerenti reazioni ematologiche eseguire emocromo.
- Informare pazienti su rischi di sedazione e compromissione della capacità di guida o utilizzo di macchinari; evitare alcol.
- In caso di intervento chirurgico, informare l’anestesista dell’assunzione di doxepina (interazioni con anestetici e rischio pressorio).
Conservazione e forme farmaceutiche
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Forme disponibili | Compresse/compresse rivestite: 10 mg, 25 mg, 50 mg, 75 mg, 100 mg, 150 mg (secondo formulazione commerciale). Formulazioni topiche e soluzioni orali possono esistere con marchi diversi. |
| Conservazione | Conservare a temperatura non superiore a 25 °C, in luogo asciutto e al riparo dalla luce. Tenere fuori dalla portata dei bambini. |
| Stabilità | Seguire la data di scadenza sul contenitore; non utilizzare dopo la data di scadenza. Per soluzioni o sospensioni segnalare istruzioni specifiche del produttore. |
| Smaltimento | Restituire medicinali scaduti o non utilizzati in farmacia per corretto smaltimento; non gettare nei rifiuti domestici. |
Note pratiche per il paziente
- Assumere la dose serale se causa sonnolenza; se vengono prescritte dosi divise seguire indicazioni del medico.
- Non interrompere bruscamente: ridurre la dose gradualmente sotto supervisione medica per evitare sindrome da sospensione.
- Comunicare al medico eventuali assunzioni concomitanti di antidepressivi, antiaritmici, antipsicotici, antibiotici (es. macrolidi) o antifungini azolici.
- In caso di ingestione accidentale o sovradosaggio (grave sedazione, aritmie, convulsioni) contattare immediatamente servizi di emergenza o centro antiveleni.
- Segnalare sintomi nuovi o peggioramento depressivo, ideazione suicidaria o cambiamento comportamentale entro le prime settimane di trattamento.
Confronti terapeutici
Rispetto ad altri triciclici, la doxepina ha elevata attività antagonista H1, conferendo un profilo sedativo marcato utile in pazienti con insonnia secondaria. Rispetto a SSRI/SNRI, i TCA (inclusa doxepina) presentano maggiore rischio di effetti anticolinergici, cardiotossicità a dosi elevate e maggiore interazione farmacologica; possono essere preferiti in pazienti non responsivi a SSRI o con specifiche necessità cliniche.
Informazioni sul sovradosaggio
- Sintomi: grave sedazione, ipotensione, aritmie cardiache, convulsioni, alterazioni dello stato mentale e coma.
- Gestione: trattamento ospedaliero immediato, monitoraggio cardiaco continuo, supporto respiratorio e cardiovascolare, lavanda gastrica entro le prime ore, carbone attivo se indicato. Consultare centro antiveleni e seguire protocolli di terapia intensiva.





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