Eritromicina
Indicazioni terapeutiche
Eritromicina è un antibiotico macrolide indicato nel trattamento delle infezioni causate da microrganismi sensibili. Indicazioni cliniche comuni includono:
- Infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori: faringiti, tonsilliti, bronchiti, polmoniti da Mycoplasma e Chlamydophila.
- Infezioni della pelle e dei tessuti molli: impetigine, cellulite, infezioni cutanee da streptococco o stafilococco sensibile.
- Profilassi e terapia della pertosse (Bordetella pertussis) in soggetti intolleranti alla terapia standard o come alternativa.
- Infezioni da Legionella e Mycoplasma (come alternativa o in combinazione, secondo sensibilità locale).
- Eradicazione di alcuni ceppi di Corynebacterium diphtheriae e trattamento della profilassi in contatti stretti.
- Profilassi oftalmica neonatale: pomata oftalmica 0,5% per prevenire congiuntivite da Neisseria gonorrhoeae.
- Utile come agente promotore della motilità gastrointestinale (uso off‑label) per gastroparesi acuta o cronica a breve termine.
Meccanismo d’azione
Eritromicina agisce legando la subunità 50S del ribosoma batterico, inibendo la sintesi proteica per blocco della traslocazione dell’RNAt. L’effetto è principalmente batteriostatico, ma può essere battericida a concentrazioni elevate o contro alcuni microrganismi. Complessivamente è attiva contro molti batteri Gram-positivi e alcuni Gram-negativi e patogeni intracellulari.
Dosaggio e somministrazione
Le dosi variano in base alla formulazione (base, stearato, estearato, etilsuccinato, solfato/lattobionato per endovena), gravità dell’infezione, età e funzione epatica. Seguire le indicazioni specifiche del prodotto. Regole generali:
- Formulazioni orali (base/stearto/etilsuccinato): adulti 250–500 mg ogni 6–12 ore (comune: 250–500 mg q6h). Per infezioni gravi 500 mg q6h.
- Endovenosa (lattobionato): 15–20 mg/kg/die diviso ogni 6–8 ore; per adulti dose tipica 1–2 g/die diviso in dosi multiple a seconda della gravità.
- Pediatria: 30–50 mg/kg/die in dosi divise ogni 6–12 ore (es. 10–12,5 mg/kg per dose q6h o 20–25 mg/kg q12h a seconda della gravità).
- Neonati (oftalmico): pomata oftalmica 0,5% 1 cm di pomata in ciascun occhio come singola applicazione per profilassi;
- Pertosse: spesso 500 mg PO q6h per 7–14 giorni negli adulti; in età pediatrica seguire schema mg/kg sopra indicato per 7 giorni (varia con linee guida locali).
| Situazione clinica | Adulto | Pediatria | Nota |
|---|---|---|---|
| Infezioni respiratorie lievi-moderate | 250–500 mg PO q6–12h | 30–50 mg/kg/die diviso q6–12h | Preferire etilsuccinato se intolleranza gastrica |
| Infezioni gravi | 500 mg PO/IV q6h (fino a 2 g/die) | 30–50 mg/kg/die diviso q6–8h | IV per casi severi o vomito |
| Pertosse | 500 mg PO q6h per 7 giorni | 10–12.5 mg/kg/dose q6h per 7 giorni | Seguite linee guida di sanità pubblica locali |
| Profilassi oftalmica neonatale | N/A | Pomata 0.5%: 1 cm in ciascun occhio (singola applicazione) | Usare pomata sterile |
Inizio e durata
Le caratteristiche temporali variano con la sede e la gravità dell’infezione.
| Parametro | Valore tipico | Implicazione clinica |
|---|---|---|
| Tempo al picco plasmatica (Tmax) | 1–2 ore a digiuno; 2–4 ore con cibo (orale) | Assumere a stomaco vuoto per assorbimento ottimale; se disturbi gastrici, assumere con cibo |
| Emivita plasmatica | 1.5–2 ore (adulto) | Dosi multiple giornaliere richieste; durata d’azione nei tessuti maggiore |
| Inizio attività clinica | Ore; miglioramento clinico entro 48–72 ore | Se nessun miglioramento dopo 48–72 ore, rivalutare e considerare resistenza |
| Durata terapia | 7–14 giorni tipico; varia con infezione | Seguire linee guida e completare il ciclo |
Farmacocinetica
Caratteristiche farmacocinetiche principali:
- Assorbimento: variabile tra formulazioni. Eritromicina base e stearato mostrano ridotta biodisponibilità con cibo; etilsuccinato presenta migliore tollerabilità gastrica.
- Distribuzione: ampio volume di distribuzione, concentrazioni tissutali elevate (polmoni, fegato); penetrazione nelle cellule fagocitarie che può portare a concentrazioni tissutali superiori a quelle plasmatiche.
- Legame proteico: moderato-alto (circa 70–90% a seconda della fonte).
- Metabolismo: esteso metabolismo epatico mediato principalmente da CYP3A4.
- Eliminazione: escreto principalmente in bile; scarsa eliminazione renale di farmaco immodificato. Emivita plasmatica breve (1.5–2 h) ma persistenza tessutale più lunga.
- Passaggio placenta e latte materno: attraversa la placenta e si ritrova nel latte materno.
- Neonati e anziani: emivita prolungata nei neonati e nei pazienti con insufficienza epatica.
Interazioni farmacologiche
Eritromicina è un inibitore dei sistemi metabolici epatici (CYP3A4) e può prolungare l’intervallo QT; ciò determina numerose interazioni clinicamente rilevanti. Di seguito alcune interazioni importanti e raccomandazioni pratiche.
| Farmaco/Classe | Meccanismo | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Statine (simvastatina, lovastatina) | Inibizione CYP3A4 → aumento rischio miopatia/rabdomiolisi | Evitarne l’uso concomitante; considerare sostituzione con statina non metabolizzata da CYP3A4 (es. pravastatina) o sospendere statina |
| Warfarin | Incremento INR tramite inibizione metabolismo e alterazione flora intestinale | Monitorare INR frequentemente e aggiustare dose di warfarin |
| Carbamazepina, teofillina | Inibizione metabolismo → aumento delle concentrazioni | Monitorare livelli plasmatici/segni di tossicità, considerare riduzione dose |
| Amiodarone, chinidina, sotalolo, altri antiaritmici | Aggiunta di effetto di prolungamento QT → rischio torsione di punta | Evitarne l’uso contemporaneo se possibile; se necessario, monitorare ECG e potassio |
| Digossina | Aumento assorbimento/diminuzione clearance → aumento livelli | Monitorare livelli di digossina e segni di tossicità |
| Ciclosporina | Inibizione metabolismo → aumento rischio tossicità | Monitorare livelli e tossicità; considerare alternativa |
| Ergotamina, diidroergotamina | Inibizione CYP3A4 → rischio di ergotismo | Controindicato |
Effetti indesiderati
Effetti avversi più frequentemente osservati e misure consigliate:
- Gastrointestinali: nausea, vomito, dolore addominale, diarrea; motivo principale di sospensione. Se diarrea grave o sanguinolenta, valutare C. difficile e trattare di conseguenza.
- Epatotossicità: colestasi e ittero colestatico, specie con eritromicina estolate; monitorare enzimi epatici se terapia prolungata.
- Allergia: reazioni ipersensibilità, eritema, rash; gravi reazioni anafilattiche sono rare ma richiedono intervento immediato.
- Cardiovascolari: prolungamento del QT e aritmie ventricolari (inclusa torsione di punta), specialmente se associato ad altri farmaci che allungano il QT o in presenza di squilibri elettrolitici.
- Ototossicità: perdita uditiva reversibile a dosi elevate o in pazienti con insufficienza renale/epatica o in associazione con altri ototossici.
- Reazioni locali: flebite, dolore locale con somministrazione EV; ridurre velocità di infusione per attenuare.
- Alterazioni della flora: sovracrescita di Candida (candidiasi orale/generale) e rischio di colite pseudomembranosa.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: alcune formulazioni (estolate) sono associate a epatotossicità materna; evitare estolate in gravidanza. Altre formulazioni (base, etilsuccinato) possono essere usate se chiaramente indicate e dopo valutazione rischio-beneficio.
- Allattamento: eritromicina passa nel latte materno; monitorare neonati per diarrea o irritabilità; uso giudizioso e necessaria valutazione del rapporto rischio/beneficio.
- Insufficienza epatica: metabolismo epatico significativo; ridurre dose o evitare uso prolungato in caso di insufficienza epatica grave; monitorare LFT.
- Insufficienza renale: eliminazione renale limitata; di solito non richiede aggiustamento posologico esclusivamente per insufficienza renale, ma attenzione a metaboliti e a pazienti anziani con funzione renale compromessa.
- Neonati e lattanti: maggiore rischio di effetti avversi quali rischio aumentato di stenosi ipertrofica del piloro dopo esposizione ai macrolidi nelle prime settimane di vita; usare con cautela nei neonati, evitare se possibile nei primi 2 settimane salvo indicazione stretta.
- Anziani: maggiore rischio di tossicità epatica, prolungamento QT e ototossicità; monitorare funzione epatica ed ECG se fattori di rischio presenti.
Controindicazioni e precauzioni
- Ipersensibilità nota agli antibiotici macrolidi.
- Storia di ittero o epatopatia correlata a eritromicina (soprattutto estolate).
- Uso concomitante con terapie controindicate per interazioni gravi (es. ergotamina, alcuni antiaritmici come pimozide; verificare elenco completo e aggiornato).
- Precauzione in pazienti con aritmie, ipokaliemia, ipomagnesemia o uso concomitante di altri agenti che prolungano il QT.
- Monitorare per diarrea severa o colite pseudomembranosa; sospendere se sospetto.
Conservazione e forme
Forme farmaceutiche disponibili e condizioni di conservazione tipiche (consultare il foglio illustrativo del prodotto specifico):
- Compresse/capsule orali: 250 mg, 500 mg (base/stearto/estearato). Conservare a temperatura ambiente, in luogo asciutto, lontano da calore e umidità.
- Sospensione orale: es. etilsuccinato 200 mg/5 mL; conservare in frigorifero dopo ricostituzione se indicato, tipicamente fino a 14 giorni.
- Soluzione per infusione endovenosa: eritromicina lattobionato (confezioni sterili); controllo stabilità e compatibilità con solventi e altri farmaci prima della somministrazione.
- Pomata oftalmica: 0,5% per profilassi neonatale; conservare secondo indicazioni del produttore (solitamente a temperatura ambiente protetta dalla luce).
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Classificazione | Antibiotico macrolide |
| Meccanismo | Inibizione sintesi proteica legandosi al ribosoma 50S |
| Via somministrazione | Orale, endovenosa, oftalmica topica |
| Metabolismo | Epatico (CYP3A4) |
| Eliminazione | Biliare principale; scarsa escrezione renale immodificata |
Note pratiche per l’uso
- Assumere formulazioni base o stearate a stomaco vuoto (1 ora prima o 2 ore dopo i pasti) per massimizzare l’assorbimento; se comparsa significativa nausea, assumere con cibo o utilizzare formulazione etilsuccinato.
- Non schiacciare né rompere formulazioni a rilascio enterico/estolate.
- Per somministrazione endovenosa: diluire e somministrare alla velocità raccomandata per ridurre irritazione venosa; evitare miscele incompatibili.
- Completare l’intero ciclo della terapia anche se i sintomi migliorano prima della fine del trattamento, salvo diversa indicazione clinica.
- In pazienti con terapia anticoagulante orale, informare il medico e monitorare INR durante e dopo la terapia.
- Segnalare immediatamente sintomi di ittero, dolore addominale grave, aritmie, perdita uditiva, o diarrea grave.
Monitoraggio clinico
- Valutazione clinica di efficacia entro 48–72 ore: se nessun miglioramento, rivalutare diagnosi e possibili resistenze.
- Esami di laboratorio: controllare transaminasi in terapie prolungate o in pazienti con fattori di rischio epatico; monitorare INR nei pazienti in terapia con warfarin.
- Monitorare ECG in pazienti con fattori di rischio per prolungamento QT o che assumono farmaci interagenti.
- Valutare funzione uditiva in terapie ad alte dosi o in presenza di sintomi suggestivi.





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