Cardura (doxazosina)
Indicazioni terapeutiche
Cardura (doxazosina) è indicato per:
- Ipertensione arteriosa primitiva: terapia da sola o in associazione con altri antipertensivi per il controllo della pressione arteriosa.
- Iperplasia prostatica benigna (IPB): trattamento dei sintomi ostruttivi e irritativi derivanti dall’eccesso di tono della muscolatura liscia del collo vescicale e della prostata.
Meccanismo d’azione
Doxazosina è un antagonista selettivo dei recettori α1-adrenergici postsinaptici. Il blocco dei recettori α1 a livello vascolare determina vasodilatazione arteriosa e venosa con riduzione della resistenza periferica totale e diminuzione della pressione arteriosa. A livello del tratto genito-urinario (prostata, collo vescicale) il blocco di α1-mediate il rilassamento della muscolatura liscia, migliorando il flusso urinario e riducendo i sintomi ostruttivi.
Posologia e somministrazione
Regole generali:
- Iniziare con la dose minima e titolare lentamente per ridurre il rischio di ipotensione ortostatica e sincope.
- Per la formulazione a rilascio prolungato (Cardura XL) deglutire la compressa intera; non schiacciare, masticare o dividere.
- La dose può essere assunta con o senza cibo. Per la prima somministrazione si raccomanda l’assunzione a coricarsi per ridurre il rischio del “first-dose effect”.
- Non modificare la terapia senza controllo medico; in caso di sospensione prolungata, reintrodurre con dose iniziale e ripetere titolazione se necessario.
Schema posologico tipico (adulti):
- Ipertensione (compresse a rilascio immediato): dose iniziale 1 mg una volta die; aumentare a 2–4 mg/die dopo 1–2 settimane a seconda della risposta; intervallo usuale 1–8 mg/die. Dose massima riportata fino a 16 mg/die in alcuni regimi clinici, ma raramente necessaria.
- IPB (compresse a rilascio immediato): dose iniziale 1 mg una volta die; titolare gradualmente fino a 4 mg/die; può essere necessario incrementare fino a 8 mg/die in funzione della risposta e tollerabilità.
- IPB (Cardura XL, rilascio prolungato): dose iniziale 4 mg una volta die; se necessario aumentare a 8 mg una volta die dopo almeno 3–4 settimane.
Note pratiche:
- Per ridurre il rischio di ipotensione ortostatica, iniziare la terapia la sera e consigliare al paziente di alzarsi lentamente dalla posizione seduta o sdraiata.
- Nei pazienti in terapia concomitante con altri antipertensivi, considerare una riduzione della dose iniziale o una titolazione più cauta.
- Per pazienti con compromissione epatica importante: considerare riduzione della dose e monitoraggio clinico; la clearance epatica è significativa.
Inizio e durata
Caratteristiche temporali dell’effetto:
| Parametro | Rilascio immediato (IR) | Rilascio prolungato (XL) |
|---|---|---|
| Tempo all’inizio dell’effetto | 1–2 ore per effetto pressorio | 2–4 ore; effetto più graduale |
| Tmax (picco plasmatico) | 2–3 ore | 4–8 ore (variabile) |
| Durata dell’effetto | 24 ore (effetto emodinamico sostenuto con somministrazione giornaliera) | 24 ore con somministrazione una volta al giorno |
| Emivita | Circa 16–22 ore | Simile, con profilo plasmatico più uniforme |
| Miglioramento dei sintomi urinari | Spesso entro 1–2 settimane; pieno effetto in poche settimane | Simile; risposta clinica valutabile dopo 3–4 settimane |
Farmacocinetica
Proprietà farmacocinetiche rilevanti:
- Assorbimento: buona biodisponibilità orale; la presenza di cibo non altera in modo clinico significativo l’assorbimento, ma può rallentarlo.
- Distribuzione: elevato legame proteico plasmatico (alto, >90%); il volume di distribuzione è ampio.
- Metabolismo: metabolismo epatico esteso con formazione di metaboliti inattivi; eliminazione principalmente tramite fegato e feci, con una quota eliminata anche per via renale.
- Emivita: approssimativamente 16–22 ore in adulti con funzione epatica normale, consentendo somministrazione una volta al giorno.
- Popolazioni alterate: in insufficienza epatica la clearance è ridotta; in insufficienza renale lieve-moderata non è richiesta routine di aggiustamento ma monitoraggio clinico è indicato.
Interazioni farmacologiche
Interazioni clinicamente rilevanti:
| Farmaco / Classe | Effetto clinico | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Inibitori PDE5 (sildenafil, tadalafil) | Aumento del rischio di ipotensione sintomatica e sincope | Usare cautela; iniziare a dosi basse, monitorare pressione arteriosa; evitare uso concomitante in pazienti instabili |
| Altri antipertensivi (diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori) | Effetto antipertensivo additivo con potenziale ipotensione | Valutare riduzione dose, monitorare pressione arteriosa e segni di ipotensione |
| Antagonisti del CYP3A4 potenti (ketoconazolo, ritonavir, itraconazolo) | Possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di doxazosina | Monitorare per aumentata tossicità; considerare aggiustamento dose |
| Farmaci che causano ipotensione ortostatica (antipsicotici, triciclici, nitrati) | Rischio aumentato di sincope e vertigini | Evita combinazioni non necessarie; monitorare strettamente |
| Alcool | Potenzia l’ipotensione e la sedazione | Consigliare cautela o evitare consumo eccessivo |
Effetti indesiderati
Profilo di sicurezza noto (frequenza indicativa):
- Molto comuni: capogiro, sonnolenza, affaticamento.
- Comuni: ipotensione posturale, cefalea, edema periferico, congestione nasale, palpitazioni, disturbi gastrointestinali (nausea, dispepsia), diarrea o costipazione.
- Non comuni / rari ma importanti: sincope (specialmente alla prima dose o dopo incremento di dose), tachicardia riflessa, priapismo (emergenza medica), alterazioni della funzione sessuale (riduzione dell’eiaculazione), reazioni allergiche.
- Reazioni oculari: sindrome dell’iride molle intraoperatoria (intraoperative floppy iris syndrome, IFIS) osservata con alfa-bloccanti durante chirurgia della cataratta. I pazienti devono informare l’oculista se assumono o hanno assunto doxazosina.
Popolazioni speciali
Indicazioni per gruppi specifici:
- Anziani: aumentata sensibilità agli effetti ipotensivi. Iniziare a dosi più basse e titolare lentamente; monitorare la pressione ortostatica.
- Insufficienza epatica: clearance ridotta; usare con cautela, considerare riduzioni di dose e stretta sorveglianza clinica per segni di accumulo e ipotensione.
- Insufficienza renale: non è richiesto generalmente aggiustamento per insufficienza renale lieve-moderata, ma monitorare; per insufficienza renale grave dati limitati.
- Gravidanza e allattamento: doxazosina non è indicata per l’uso routinario in gravidanza; usare solo se il beneficio giustifica il rischio potenziale. Non ci sono dati adeguati sull’escrezione nel latte materno; valutare interruzione dell’allattamento o del farmaco.
- Pediatria: sicurezza ed efficacia non stabilite nei bambini; non raccomandato.
- Patologie cardiovascolari gravi: usare cautela in pazienti con stenosi aortica o gravi insufficienze cardiache onde evitare deterioramento emodinamico.
Conservazione e forme
Forme farmaceutiche e presentazioni commerciali tipiche:
- Compresse a rilascio immediato: 1 mg, 2 mg, 4 mg, 8 mg.
- Compresse a rilascio prolungato (Cardura XL): 4 mg, 8 mg.
Conservazione:
- Conservare a temperatura ambiente controllata, normalmente 15–30 °C.
- Proteggere dall’umidità e dalla luce; mantenere nel contenitore originale e fuori dalla portata dei bambini.
- Non utilizzare dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.
Precauzioni e monitoraggio
Prima e durante il trattamento monitorare:
- Pressione arteriosa in posizione supina e in piedi per identificare ipotensione ortostatica.
- Segni e sintomi di ipoperfusione (capogiri, sincope, visione offuscata).
- Funzione epatica in pazienti con preesistente compromissione epatica.
- Miglioramento dei sintomi urinari (flusso urinario, residuo post-minzionale) e, se indicato, valutazioni urologiche periodiche.
Avvertenze cliniche:
- Primo effetto ipotensivo (first-dose phenomenon): rischio di grave ipotensione ortostatica e sincope dopo la prima dose o dopo incremento della dose; consigliare assunzione serale per la prima somministrazione.
- Informare il paziente di evitare alzate rapide dalla posizione seduta o supina.
- Prima di interventi chirurgici oculistici (cataratta), informare l’oculista dell’uso di doxazosina.
Sovradosaggio e trattamento
Segni di sovradosaggio:
- Marcata ipotensione arteriosa, vertigini, sincope, tachicardia reflexa.
Trattamento del sovradosaggio:
- Trattamento sintomatico e di supporto: posizione supina, monitoraggio dei parametri vitali, somministrazione di liquidi per via endovenosa per ripristinare il volume se indicato.
- Se necessario, uso di vasopressori (es. noradrenalina) in caso di ipotensione persistente non responsiva ai liquidi.
- Non esiste un antidoto specifico; emodialisi non è efficace in quanto doxazosina è altamente legata alle proteine e ampiamente distribuita.
Tabelle riassuntive
Tabella: caratteristiche principali
| Voce | Valore |
|---|---|
| Principio attivo | Doxazosina mesilato |
| Classe farmacologica | Antagonista α1-adrenergico |
| Via di somministrazione | Orale |
| Emivita plasmatica | Circa 16–22 ore |
| Legame proteico | Alto (>90%) |
| Metabolismo | Metabolismo epatico esteso |
| Eliminazione | Fecale e renale (metaboliti) |
Tabella: posologia raccomandata (riassunto)
| Indicazione | Formulazione | Dosaggio iniziale | Range usuale |
|---|---|---|---|
| Ipertensione | IR | 1 mg una volta die (sera) | 1–8 mg/die (fino a 16 mg in casi selezionati) |
| IPB | IR | 1 mg una volta die | 1–8 mg/die (comune 4 mg) |
| IPB | XL | 4 mg una volta die | 4–8 mg una volta die |
Tabella: interazioni chiave (riassunto)
| Classe/Principio | Effetto potenziale | Gestione raccomandata |
|---|---|---|
| PDE5 inibitori | Ipotensione sintomatica additiva | Uso con cautela; avviare a basse dosi e monitorare |
| Altri antipertensivi | Aumento dell’effetto ipotensivo | Aggiustare dosi; monitorare PA |
| Inibitori CYP3A4 potenti | Possibile aumento di doxazosina | Monitorare e considerare riduzione dose |
| Nitrati, antipsicotici | Ipotensione ortostatica aumentata | Evita combinazioni non necessarie; monitorare |





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