Zithromax (azitromicina) — Foglio Informativo
Indicazioni terapeutiche
Azitromicina è indicata per il trattamento di infezioni causate da batteri suscettibili. Indicazioni comuni:
- Infezioni delle vie respiratorie: faringite/tonsillite batterica, sinusite batterica acuta, bronchite batterica acuta, polmonite acquisita in comunità.
- Orecchio medio: otite media acuta (pediatria).
- Infezioni della cute e dei tessuti molli, compresi ascessi superficiali e impetigine.
- Infezioni urogenitali: uretrite/cervicite da Chlamydia trachomatis (dose singola orale 1 g), trattamento aggiuntivo in infezioni miste secondo linee guida locali.
- Proflassi e terapia di infezioni da Mycobacterium avium complex (MAC) in pazienti HIV in base a protocolli specifici (regimi settimanali).
- Diarrea del viaggiatore quando è indicata terapia antibiotica per agenti sensibili.
Meccanismo d’azione
Azitromicina è un macrolide semisintetico che si lega alla subunità 50S del ribosoma batterico, inibendo la sintesi proteica mediante blocco dell’allungamento della catena polipeptidica. L’azione è generalmente batteriostatica ma può essere battericida ad alte concentrazioni o contro alcuni microrganismi sensibili. Mostra elevata concentrazione nei tessuti e nelle cellule infiammatorie, contribuendo all’efficacia clinica con dosaggi somministrati una volta al giorno.
Posologia e somministrazione
La posologia varia in base all’indicazione, all’età e al peso. Seguire le raccomandazioni locali e la prescrizione medica. Di seguito regimi comunemente utilizzati:
| Indicazione | Regime adulto | Regime pediatrico (esempi) |
|---|---|---|
| Infezioni respiratorie/skin & soft tissue | 500 mg 1° giorno, poi 250 mg una volta/die per 4 giorni (totale 5 giorni) o 500 mg una volta/die per 3 giorni | 10 mg/kg 1° giorno poi 5 mg/kg/die per 4 giorni (massimo 500 mg/die) |
| Uretrite/cervicite da Chlamydia | 1000 mg in dose singola (1 g) | Non tipicamente trattata con singola dose; usare dosaggi pediatrici basati su peso se indicato |
| Otite media pediatrica | Non applicabile (adulto: vedere polmonite) | 30 mg/kg in dose unica oppure 10 mg/kg 1° giorno + 5 mg/kg/die per 4 giorni |
| Profilassi/terapia MAC (HIV) | 1200 mg una volta/settimana (profilassi) o regimi specifici per terapia | Uso limitato a protocolli specialistici |
| Formulazione endovenosa | 500 mg IV una volta/die, spesso passaggio orale per completare terapia | Secondo protocollo ospedaliero e peso |
Note pratiche:
- Somministrare con o senza cibo; assumere con cibo se si manifestano disturbi gastrointestinali.
- Per sospensione orale, ricostituire secondo le istruzioni del produttore; agitare prima dell’uso; conservare come indicato.
- Completare il ciclo anche se i sintomi migliorano, salvo diversa indicazione clinica.
- Nei pazienti con insufficienza renale grave o insufficienza epatica grave usare con cautela e considerare monitoraggio. Aggiustamenti posologici non sempre necessari, ma consultare la scheda tecnica.
Insorgenza ed efficacia
La risposta clinica dipende dall’infezione e dal paziente. Indicazioni generali:
| Parametro | Tempo | Note cliniche |
|---|---|---|
| Inizio d’azione (batteriologico) | Immediato in vitro; riduzione carica batterica nelle prime 24–48 ore | L’effetto microbiologico si manifesta a livello cellulare subito dopo il raggiungimento della concentrazione efficace |
| Miglioramento sintomatico | 48–72 ore | Se mancata risposta clinica dopo 48–72 ore, rivalutare diagnosi/resistenza o aderenza |
| Durata effetto terapeutico | Giorni–settimane | Concentrazioni tissutali persistono per diversi giorni dopo la fine del trattamento (supporta regimi brevi) |
Farmacocinetica
| Caratteristica | Valore/Descrizione |
|---|---|
| Assorbimento | Bio-disponibilità orale ~37%; Tmax 2–3 ore |
| Distribuzione | Ampia distribuzione tissutale; elevata concentrazione intracellulare; grande volume di distribuzione |
| Legame alle proteine | Basso-moderato |
| Emivita | Lunga emivita tissutale ~68 ore (plasmatiche variabili) |
| Eliminazione | Predominante escrezione biliare/fecale; frazione minore escreta per via renale (percentuale renale <10%); non necessita di aggiustamento routinario in insufficienza renale lieve-moderata |
Interazioni farmacologiche
Azitromicina ha un profilo di interazioni inferiore rispetto ad altri macrolidi in relazione al CYP3A4, ma esistono interazioni clinicamente rilevanti:
| Farmaco/classe | Effetto | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Anticoagulanti orali (warfarin) | Rischio aumentato di sanguinamento e aumento INR | Monitorare INR e adeguare dose anticoagulante se necessario |
| Farmaci che prolungano QT (es. antiaritmici classe IA/III, alcuni antipsicotici, certi antidepressivi) | Rischio additivo di prolungamento QT e torsades de pointes | Evitarne la co-somministrazione quando possibile; monitorare ECG nei pazienti a rischio |
| Antiacidi contenenti alluminio/magnesio | Riduzione dell’assorbimento | Somministrare separatamente (almeno 1–2 ore di distanza) |
| Digossina | Segnalati aumenti dei livelli plasmatici | Monitorare livelli clinici e segni di tossicità |
| Colchicina | Rischio aumentato di tossicità in presenza di insufficienza renale o interazioni | Usare con cautela; monitorare; evitare se possibile in pazienti a rischio |
Effetti indesiderati
Gli effetti avversi più frequentemente riportati e quelli gravi sono elencati qui. Frequenze basate su studi clinici e report post-marketing.
- Molto comuni: nausea, diarrea, dolori addominali, vomito (sintomi gastrointestinali); cefalea.
- Comuni: alterazioni del gusto, vertigini, astenia, eruzioni cutanee.
- Non comuni: ipersensibilità cutanea, epatite cholestatica, transaminasi elevate.
- Rare ma gravi: reazioni anafilattiche, insufficienza epatica fulminante (rara), prolungamento del QT e torsades de pointes, sordità o perdita uditiva reversibile o meno, colite pseudomembranosa da Clostridioides difficile.
Segnalare immediatamente segni di ittero, rash grave, difficoltà respiratorie o sintomi cardiaci. Valutare la sospensione del farmaco in caso di eventi avversi gravi.
Popolazioni speciali
Gestione e precauzioni per gruppi particolari:
- Gravidanza: studi non hanno dimostrato rischio teratogeno coerente; azitromicina è classificata come categoria rischio in base alla giurisdizione (es. FDA categoria B). Usare solo se chiaramente necessario e dopo valutazione beneficio/rischio.
- Allattamento: la sostanza è escreta nel latte materno; monitorare il lattante per effetti gastrointestinali o allergici. Evitare l’uso in neonati prematuri o sotto il mese di vita senza valutazione specialistica.
- Pediatria: dosaggi basati su peso; seguire schemi pediatrici approvati. Uso in neonati e lattanti molto piccoli richiede attenzione; in età <6 settimane valutare rischi benefici.
- Anziani: maggiore rischio di effetti cardiovascolari (QT): valutare comorbilità e farmaci concomitanti; monitoraggio più frequente in presenza di insufficienza epatica o renale.
- Insufficienza renale ed epatica: non è sempre necessario un aggiustamento per insufficienza renale lieve-moderata; in caso di insufficienza renale grave o insufficienza epatica grave usare con cautela e monitorare funzionalità renale ed epatica.
Conservazione e formulazioni
Forme farmaceutiche disponibili (esempi abituali sul mercato):
- Compresse da 250 mg e 500 mg.
- Compresse in confezioni “Z‑Pak”: 1 compressa da 500 mg + 4 compresse da 250 mg (regime 5 giorni).
- Polvere per sospensione orale: es. 100 mg/5 mL (dopo ricostituzione) e confezioni monodose 1 g per somministrazione singola.
- Polvere per soluzione per infusione endovenosa: 500 mg per fiala (uso ospedaliero).
Condizioni di conservazione:
- Conservare le compresse a temperatura ambiente controllata (circa 15–25 °C) al riparo dall’umidità e dalla luce.
- Sospensioni ricostituite: conservare in frigorifero (2–8 °C) o secondo istruzioni del produttore; utilizzare entro il periodo indicato in etichetta (es. 10 giorni) e scartare il resto dopo la data di scadenza indicata.
- Mantenere fuori dalla portata dei bambini.
- Per soluzioni e polveri per infusione seguire le istruzioni del reparto farmaceutico ospedaliero e della scheda tecnica per stabilità e condizioni di stoccaggio.
Avvertenze pratiche
- Informare il paziente di completare l’intero ciclo di terapia anche se i sintomi migliorano.
- Se si manifestano diarrea intensa o persistente, considerare Clostridioides difficile; sospendere e trattare secondo linee guida.
- Controllare l’uso concomitante di farmaci che possono prolungare il QT. Nei pazienti con fattori di rischio (scompenso cardiaco, ipopotassiemia, terapie concomitanti) valutare ECG prima e durante trattamento se indicato.
- Monitorare le transaminasi in pazienti con malattia epatica preesistente o se compaiono sintomi suggestivi di danno epatico.
- Segnalare reazioni avverse all’autorità sanitaria locale e registrare nel profilo farmacologico del paziente eventuali interazioni o eventi gravi.





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