Propranololo
Indicazioni terapeutiche
Propranololo è un antagonista β-adrenergico non selettivo indicato per il trattamento delle seguenti condizioni quando clinicamente appropriato:
- Ipertensione arteriosa (mono- o terapia di complemento).
- Angina pectoris cronica stabile.
- Tachiaritmie sopraventricolari e controllo della frequenza ventricolare nelle fibrillazioni atriali/Flutter (se appropriato).
- Prevenzione secondaria dell’infarto miocardico e riduzione della mortalità post-infarto.
- Profilassi dell’emicrania.
- Tremore essenziale (incl. tremore da prestazione).
- Fobia sociale (ansia da prestazione) — uso situazionale a breve termine.
- Fialmento: terapia preoperatoria in feocromocitoma (come parte del controllo adrenergico).
- Emangioma infantile (uso pediatrico specifico, vedi sezione Popolazioni speciali).
Meccanismo d’azione
Propranololo è un antagonista competitivo non selettivo dei recettori β-adrenergici (β1 e β2). Bloccando i recettori β1 cardiaci riduce la frequenza cardiaca, la contrattilità e la richiesta di ossigeno miocardico; la blocco dei β2 vascolari e bronchiali può provocare vasocostrizione periferica e broncocostrizione. Ha elevata lipofilia, attraversa la barriera ematoencefalica e può inibire gli effetti adrenergici centrali. Riduce inoltre la secrezione renina tramite effetto β1 renale.
Posologia e somministrazione
La posologia deve essere individualizzata in funzione dell’indicazione, della risposta clinica, della frequenza cardiaca e della tollerabilità. Raccomandazioni generali:
- Iniziare con dosi basse e titolare lentamente.
- Assumere con o dopo i pasti per ridurre disturbi gastrointestinali e migliorare l’assorbimento.
- Non interrompere bruscamente la terapia; diminuire gradualmente nell’arco di almeno 1–2 settimane per evitare fenomeni di rimbalzo (peggiore angina, aritmie, aumento della pressione).
- Monitorare pressione arteriosa, frequenza cardiaca ed ECG nei pazienti con malattia cardiaca o quando usato per via endovenosa.
| Indicazione | Dosaggio tipico (orale) | Frequenza | Nota |
|---|---|---|---|
| Ipertensione | 40–160 mg/die | 2–3 volte/die | In taluni pazienti fino a 320 mg/die |
| Angina pectoris | 80–240 mg/die | 2–3 volte/die | Usare dose efficace minima |
| Profilassi emicrania | 80–160 mg/die | 2 volte/die o ER 80–160 mg die | Effetto profilo dopo 2–6 settimane |
| Tremore essenziale | 40–120 mg/die | 2 volte/die | Dosare in base a efficacia e tollerabilità |
| Ansia prestazionale | 10–40 mg | 1 dose 1 h prima dell’evento | Uso occasionale; evitare abuso |
| Emangioma infantile | 1–3 mg/kg/die | diviso 2–3 dosi | Monitoraggio cardiopolmonare e glicemia; ospedalizzazione iniziale spesso raccomandata |
| Terapia IV (acuta) | 0,5–1 mg per bolo | ripetere ogni 2–5 min fino a max 5 mg | Usare in ambiente monitorizzato |
Inizio e durata
Differenze tra formulazioni e vie:
| Via/Formulazione | Inizio effetto | Tempo al picco | Durata effetto |
|---|---|---|---|
| Orale (compresse IR) | 15–60 minuti | 1–4 ore | 6–12 ore |
| Orale (ER/LA) | 1–3 ore | 6–12 ore | 24 ore (somministrazione una volta/die) |
| Endovenosa (bolo) | entro minuti | immediato | 2–4 ore (dose-dipendente) |
Emivita plasmatica: approssimativamente 3–6 ore per formulazione IR; può essere prolungata in insufficienza epatica o in metabolizzatori lenti (CYP2D6).
Farmacocinetica
| Parametro | Valore tipico |
|---|---|
| Assorbimento orale | Completo ma soggetto a primo passaggio epatico; biodisponibilità 15–35% |
| Legame proteico | ~80–95% |
| Volume di distribuzione | elevato (circa 3–5 L/kg) |
| Biotrasformazione | Estensiva in fegato; metabolizzazione via più isoenzimi CYP (tra cui CYP2D6, CYP1A2, CYP2C19) |
| Eliminazione | Metaboliti renali; minima escrezione di farmaco indifferenziato |
| Emivita | 3–6 ore (IR); prolungata in insufficienza epatica o con inibitori CYP |
Interazioni farmacologiche
Interazioni clinicamente significative che richiedono aggiustamento o cautela:
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Calcio-antagonisti non-dihidropiridinici (verapamil, diltiazem) | Aumento rischio bradicardia, blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca | Evitarne l’uso concomitante o monitoraggio ECG e funzione emodinamica |
| Glicosidi digitalici (digossina) | Bradicardia additiva | Monitorare frequenza cardiaca e livelli di digossina; aggiustare dose se necessario |
| Insulina e ipoglicemizzanti orali | Può mascherare i sintomi adrenergici dell’ipoglicemia (tremore, tachicardia) | Controllo glicemico ravvicinato; informare pazienti diabetici |
| Inibitori CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina) | Aumento concentrazioni plasmatiche di propranololo | Considerare riduzione dose e monitoraggio effetti avversi |
| Induttori CYP (rifampicina, fenitoina) | Diminuzione efficacia per ridotta esposizione | Valutare incremento posologico o monitorare efficacia clinica |
| AINE | Riduzione dell’effetto antipertensivo | Valutare controllo pressorio; evitare uso cronico non necessario |
| Simpaticomimetici/vasopressori (epinefrina, norepinefrina) | Risposte cardiovascolari imprevedibili; possibile ipertensione o aritmie | Usare con cautela; informare anestesista/operatore |
| Amiodarone, chinidina | Effetto bradicardizzante additivo; variabilità farmacocinetica | Monitorare ECG, frequenza cardiaca; ridurre dose se necessario |
Segnalare sempre al medico o al farmacista tutti i farmaci e integratori assunti, incluse erbe come l’iperico (St. John’s wort) che possono alterare i livelli plasmatici.
Effetti indesiderati
Eventi avversi comuni, frequenti e rari associati all’uso di propranololo:
- Cardiovascolari: bradicardia, ipotensione, peggioramento di scompenso cardiaco, blocco atrioventricolare.
- Respiratorio: broncospasmo, peggioramento di asma o BPCO (rischio maggiore nei non selettivi).
- Centrale: affaticamento, sonnolenza, vertigini, insonnia, sogni vividi, depressione.
- Gastrointestinale: nausea, vomito, diarrea, crampi addominali.
- Metabolico/endocrino: ipoglicemia mascherata nei diabetici, alterazioni del metabolismo lipidico.
- Sistema periferico: freddo agli arti, peggioramento della claudicatio, fenomeni di Raynaud.
- Epatobiliari: rare epatiti e alterazioni delle transaminasi.
- Reazioni allergiche: rash, prurito; reazioni gravi rare.
Segnalare immediatamente sintomi di grave reazioni avverse: dispnea/broncoostruzione, svenimento, dolore toracico acuto, peggioramento marcato dello scompenso cardiaco, segni di reazione allergica.
Popolazioni speciali
- Anziani: iniziare a dosi inferiori e titolare lentamente; aumentato rischio di bradicardia, ipotensione e cadute.
- Insufficienza epatica: eliminazione ridotta; ridurre dose e monitorare; controindicato in grave insufficienza epatica non compensata senza stretta sorveglianza.
- Insufficienza renale: metaboliti renali; generalmente non è richiesta riduzione in insufficienza renale lieve-moderata, ma monitorare in insufficienza severa.
- Gravidanza: attraversa la placenta; uso solo se strettamente necessario. Associare a rischio di ritardo crescita fetale, bradicardia e ipoglicemia neonatale; monitorare il neonato.
- Allattamento: escreto nel latte materno in piccole quantità; monitorare neonato per bradicardia e ipoglicemia; valutare rischio/beneficio.
- Pediatria: dosaggio specifico per età e peso; per emangioma infantile 1–3 mg/kg/die con monitoraggio cardiopolmonare e glicemia; ospedalizzazione iniziale raccomandata in neonati molto piccoli.
- Asma/COPD: uso sconsigliato o da considerare con estrema cautela; preferire β1-selettivi nei pazienti con malattia ostruttiva respiratoria.
- Diabetici: può mascherare sintomi adrenergici di ipoglicemia; necessaria maggiore vigilanza glicemica.
Controindicazioni principali
- Asma bronchiale attiva o broncospasmo significativo.
- Bradicardia marcata (<50 bpm), blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado senza pacemaker.
- Scompenso cardiaco non controllato o acuto senza terapia specifica.
- Sindrome del nodo del seno sintomatica.
- Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno degli eccipienti.
Avvertenze e monitoraggio
- Non sospendere improvvisamente: ridurre gradualmente per ridurre rischio di effetto di rimbalzo ischemico o aritmico.
- Monitorare pressione arteriosa, frequenza cardiaca e, se appropriato, ECG e funzionalità epatica all’inizio e durante titolazione.
- Monitorare glicemia nei pazienti diabetici e rapporti di ipoglicemia nei neonati/allattati.
- Usare cautela in pazienti con malattia vascolare periferica; il controllo dei sintomi deve essere bilanciato con il rischio di peggioramento della perfusione periferica.
- Prima di anestesia e procedura chirurgica informare l’anestesista dell’assunzione di propranololo.
Forme farmaceutiche
- Compresse a rilascio immediato: 10 mg, 20 mg, 40 mg, 60 mg, 80 mg (variabili a seconda del produttore).
- Compresse a rilascio prolungato/ER: 60 mg, 80 mg, 120 mg, 160 mg.
- Sospensione orale per pediatria (formulazioni disponibili in alcune nazioni).
- Soluzione per iniezione endovenosa (1 mg/ml o concentrazioni variabili per uso ospedaliero).
Conservazione e smaltimento
- Conservare a temperatura ambiente controllata (di norma 15–30 °C salvo diversa indicazione del produttore).
- Proteggere dalla luce e dall’umidità; non conservare in bagno.
- Mantenere fuori dalla portata dei bambini.
- Non utilizzare oltre la data di scadenza riportata sulla confezione.
- Smaltire i farmaci residui secondo le normative locali per rifiuti farmaceutici; non gettare medicinali nei rifiuti domestici o nel water.
Note di somministrazione
- Assumere alla stessa ora ogni giorno per mantenere livelli plasmatici stabili; ER somministrare preferibilmente al mattino.
- Per il controllo della frequenza cardiaca, regolare la dose per mantenere frequenza a riposo target (es. 50–60 bpm, secondo indicazione clinica).
- Per uso occasionale (ansia da prestazione) assumere 1 ora prima dell’evento; iniziare con dose minima efficace (10 mg) e non usare in modo ricorrente senza supervisione.
- In caso di vomito o impossibilità di assumere per via orale in pazienti alti rischio, considerare via endovenosa in ambiente ospedaliero.
- Confronto IR vs ER: formulazioni ER consentono somministrazione una volta/die e migliore aderenza; IR permette titolazione più rapida e controllo immediato degli effetti avversi.
Caratteristiche chiave
| Caratteristica | Valore/Descrizione |
|---|---|
| Classe farmacologica | Beta-bloccante non selettivo |
| Modalità d’azione | Antagonista β1 e β2 competitivo |
| Biodisponibilità | 15–35% (ampia variabilità individuale) |
| Emivita | 3–6 ore (IR); prolungata in insufficienza epatica |
| Eliminazione | Metabolismo epatico, escrezione renale di metaboliti |
| Interazioni critiche | Calcio-antagonisti non-dihidropiridinici, digossina, inibitori CYP2D6, insulina |




Reviews
There are no reviews yet.