Atarax (idrossizina)
Indicazioni
Atarax (idrossizina cloridrato) è indicato per il trattamento sintomatico nelle seguenti condizioni, quando il medico valuta appropriato l’uso di un antistaminico di prima generazione con effetto sedativo/ansiolitico:
- Prurito pruriginoso di origine allergica e dermatosi pruriginose moderate-severe;
- Trattamento sintomatico delle reazioni allergiche cutanee (orticaria, eritema), come terapia aggiuntiva agli antistaminici sistemici non sedativi quando necessario;
- Ansia e tensione psicomotoria a breve termine (uso sintomatico);
- Premedicazione sedativa e ansiolitica prima di procedure diagnostiche o chirurgiche (per via orale o parenterale, se previsto nel prodotto commerciale);
- Stato di agitazione con componente ansiogena in ambiente ospedaliero, sotto supervisione medica.
Meccanismo d’azione
Idrossizina è un antagonista H1 centrale e periferico di prima generazione. Blocca i recettori H1 dell’istamina riducendo prurito ed eritema. Attraversa la barriera emato-encefalica causando sedazione per effetto centrale; manifesta inoltre attività anticolinergica e ansiolitica secondaria alla depressione di centri nervosi. Viene metabolizzata epaticamente in metaboliti attivi che contribuiscono agli effetti clinici.
Dosaggio e somministrazione
Dosaggi da adattare alla risposta clinica, età e comorbilità. Seguire sempre la prescrizione del medico e la scheda tecnica locale.
| Indicazione | Dosaggio adulto (orale) | Frequenza | Note pratiche |
|---|---|---|---|
| Prurito allergico / orticaria | 25–50 mg | 2–4 volte/die (totale 25–200 mg/die) | Per pruriti moderati iniziare con 25 mg; aumentare se necessario; preferire dose serale se sedazione utile. |
| Ansia a breve termine | 50–100 mg | 1–3 volte/die | Uso limitato nel tempo; evitare associazioni con altri depressivi senza controllo. |
| Premedicazione/ sedazione | 25–100 mg | Singola dose, 30–60 min prima | Valutare via parenterale se prevista dal prodotto commerciale e ambiente clinico. |
Dosaggio pediatrico (orientativo):
- Bambini >6 mesi: dosaggio peso-dipendente 0,5–1 mg/kg per dose, fino a 3–4 somministrazioni giornaliere; non superare la dose massima pediatrica prevista nel foglio illustrativo del prodotto.
- Bambini e adolescenti: usare formulazione e dosaggio stabiliti dal medico; evitare in neonati e lattanti salvo indicazione specialistica.
Regole di somministrazione:
- Assumere per via orale con acqua; può essere somministrato indipendentemente dai pasti salvo diversa prescrizione.
- Per sedazione preoperatoria somministrare 30–60 minuti prima della procedura per ottenere effetto ansiolitico/sedativo.
- Aggiustare dose in insufficienza epatica o renale e in pazienti anziani (iniziare con dosi basse: 10–25 mg/die o meno; titolare lentamente).
Inizio ed durata
| Effetto | Inizio dell’effetto | Picco | Durata approssimativa |
|---|---|---|---|
| Effetto sedativo/ansiolitico | 15–30 minuti (orale) | 1–2 ore | 4–8 ore, variabile per dose e paziente |
| Effetto antistaminico (prurito) | 30–60 minuti | 1–3 ore | 4–6 ore per dose singola; effetto cumulativo con dosi ripetute |
La durata può essere prolungata in presenza di compromissione epatica/renale o interazioni farmacologiche.
Farmacocinetica
- Assorbimento: buona biodisponibilità per via orale; picco plasmatica entro 1–3 ore.
- Distribuzione: traversa la barriera emato‑encefalica e si distribuisce nei tessuti; forte effetto centrale correlato alla lipofilia.
- Metabolismo: metabolizzazione epatica a metaboliti attivi; il metabolismo può variare con l’età e la funzione epatica.
- Eliminazione: escrezione principalmente renale dei metaboliti; eliminazione rallentata in insufficienza renale ed epatica.
- Popolazioni speciali: emivita e clearance ridotte negli anziani e pazienti con insufficienza epatica o renale, richiedono aggiustamento posologico.
Interazioni
Principali interazioni cliniche e raccomandazioni:
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Alcool e sedativi centrali (benzodiazepine, oppioidi, barbiturici) | Potenzia la depressione del SNC, aumenta sedazione e rischio di compromissione respiratoria | Evitarne l’associazione o ridurre le dosi; sorveglianza clinica stretta |
| Antimuscarinici (es. atropina, antidepressivi triciclici) | Sommazione degli effetti anticolinergici: secchezza delle mucose, ritenzione urinaria, stipsi, confusione | Evita uso concomitante non necessario; monitorare segni di tossicità anticolinergica |
| Farmaci con prolungamento intervallo QT (es. alcuni antiaritmici, antipsicotici, antibatterici) | Rischio aumentato di aritmie (torsade de pointes) in soggetti predisposti | Usare cautela; evitare associazioni con altri farmaci pro‑aritmici in pazienti con fattori di rischio |
| Inibitori/enhancer del metabolismo epatico (CYP) | Possono aumentare o ridurre concentrazioni plasmatiche; variazione degli effetti | Aggiustare dose in presenza di forti inibitori del CYP; monitorare effetti |
Segnalare sempre al medico e al farmacista l’elenco completo dei farmaci in uso, inclusi rimedi da banco, integratori e alcool. Per associazioni complesse consultare la scheda tecnica del prodotto.
Effetti indesiderati
Gli effetti avversi comuni, meno comuni e rari riportati:
- Molto comuni: sonnolenza, sedazione, affaticamento.
- Comuni: bocca secca, vertigini, cefalea, nausea, disturbi visivi transitori (visione offuscata), ipotensione ortostatica lieve.
- Non comuni: palpitazioni, tachicardia, ritenzione urinaria, costipazione, confusione, agitazione (soprattutto nei bambini e negli anziani).
- Rari ma gravi: reazioni allergiche gravi (eruzione cutanea, angioedema, broncospasmo), aritmie e prolungamento intervallo QT, depressione respiratoria in associazione con altri depressivi del SNC.
- Sovradosaggio: può causare grave sedazione, depressione respiratoria, agitazione paradossa nei bambini; trattamento sintomatico e di supporto in ambiente medico.
Consigli pratici: evitare guida di veicoli e uso di macchinari finché non si conoscono gli effetti individuali; evitare alcool.
Popolazioni speciali
- Anziani: aumentata sensibilità agli effetti sedativi e anticolinergici, rischio maggiore di cadute e confusione; iniziare con dosi basse (es. 10–25 mg/die) e titolare lentamente.
- Insufficienza epatica/renale: ridurre dose e/o aumentare intervalli tra le somministrazioni; monitorare funzioni organiche.
- Gravidanza: uso solo se il beneficio giustifica il rischio; dati clinici limitati. Consultare il medico. Evitare nei primi mesi salvo indicazione specialistica.
- Allattamento: idrossizina e metaboliti possono essere escretati nel latte materno; evitare o valutare rischi/benefici e osservare il lattante per effetti sedativi.
- Pediatria: usare dosi ponderali specifiche; evitare in neonati e nei primi mesi di vita salvo indicazione specialistica; rischio di reazioni paradosse in età pediatrica.
Forme e conservazione
Forme farmaceutiche comunemente disponibili (variano per Paese e produttore):
- Compresse da 10 mg, 25 mg e 50 mg (idrossizina cloridrato).
- Sospensione/orale sciroppo (es. 10 mg/5 mL) per uso pediatrico e adulti che richiedono dose frazionata.
- Preparati iniettabili (IM/IV) per uso ospedaliero come premedicazione o sedazione, se previsti dal prodotto commerciale.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Ingrediente attivo | Idrossizina cloridrato |
| Classe terapeutica | Antistaminico H1 di prima generazione; sedativo/ansiolitico |
| Conservazione | Conservare a temperatura ambiente, generalmente non superiore a 25°C; proteggere dalla luce e dall’umidità |
| Validità | Riferirsi al blister e alla confezione per la data di scadenza; non usare dopo la scadenza |
| Smaltimento | Non gettare nei rifiuti domestici o nelle acque; riconsegnare la confezione scaduta o non usata in farmacia |
Avvertenze e raccomandazioni
- Non combinare con alcool o altri sedativi senza parere medico.
- Segnalare anamnesi di glaucoma ad angolo chiuso, ipertrofia prostatica con ritenzione urinaria, ipertensione non controllata, aritmie o storia familiare di torsade de pointes.
- Usare cautela in pazienti con predisposizione a prolungamento intervallo QT o che assumono farmaci con effetto simile.
- Monitorare segni di sovradosaggio e reazioni avverse, in particolare nei bambini e negli anziani.
- Durante terapia prolungata rivalutare necessità terapeutica e considerare alternative non sedative per il controllo delle allergie croniche (es. antistaminici di seconda generazione) quando appropriato.
Interazione cliniche (sintesi)
| Classe/Agente | Effetto clinico | Gestione |
|---|---|---|
| Benzodiazepine, oppioidi | Depressione respiratoria e sedazione additiva | Evitare o ridurre dosi; monitorare funzione respiratoria |
| Antidepressivi triciclici | Sommazione anticolinergica e cardiotossicità | Usare cautela; preferire alternative |
| Farmaci QT‑prolunganti | Aumentato rischio aritmie | Evita combinazioni non essenziali; monitorare ECG se necessario |
| Alcool | Potenzia sedazione | Controindicato |
Note pratiche per il farmacista
- Verificare la lista completa dei farmaci concomitanti per ridurre il rischio di interazioni farmacologiche e sedazione eccessiva.
- Consigliare al paziente di non guidare o manovrare macchinari fino a quando non conosce la risposta individuale al farmaco.
- Per pazienti anziani suggerire regime con dosi ridotte e monitoraggio per segni di confusione, cadute o ritenzione urinaria.
- Informare le donne in età fertile sui rischi in gravidanza e allattamento e incoraggiare consulto medico prima dell’uso.


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