Albendazole – Foglio Informativo Farmacologico
Indicazioni terapeutiche
Albendazole è un farmaco anti-elmintico ad ampio spettro indicato per il trattamento delle seguenti infezioni parassitarie (secondo regime terapeutico e valutazione clinica):
- Cisticercosi cerebrale (Neurocisticercosi)
- Echinococcosi (malattia da Echinococcus spp., cisti idatidee)
- Ascaridiasi, enterobiasi (Oxyuris/Enterobius), tricocefaliasi (Trichuris), uncinariasi (Ancylostoma, Necator)
- Giardiasi (uso alternativo o quando metronidazolo non è indicato)
- Strongyloidiasi (second-line, se ivermectina non disponibile/controindicata)
- Larva migrans cutanea
- Programmi di deworming di massa per elmintiasi intestinali (singola dose)
Meccanismo d’azione
Albendazole esercita un’azione antiparassitaria legandosi alle tubuline dei parassiti, bloccandone la polimerizzazione e l’assemblaggio dei microtubuli. Questa interferenza compromette il trasporto intracellulare del glucosio e porta a esaurimento delle riserve energetiche, immobilizzazione e morte del parassita. Il principale metabolita attivo è l’albendazolo sulfoxido, responsabile dell’effetto sistemico.
Dosaggio e somministrazione
La posologia deve essere adattata all’età, al peso e al tipo di infezione; si raccomanda di attenersi alle linee guida locali e al giudizio clinico specialistico. Prima di iniziare terapie prolungate controllare funzionalità epatica e emocromo.
| Indicazione | Dose adulti | Dose pediatrici | Durata tipica | Note |
|---|---|---|---|---|
| Ascaridiasi / Enterobiasi / Uncinariasi | 400 mg singola dose | ≥2 anni: 400 mg singola dose | Singola-dose; ripetere dopo 2 settimane per enterobiasi se necessario | Somministrare con pasto ricco di grassi per aumentare assorbimento |
| Giardiasi | 400 mg due volte al giorno | 15 mg/kg/giorno diviso in 2 somministrazioni, max 400 mg/die | 5 giorni | Alternativa a metronidazolo; valutare risposta clinica |
| Neurocisticercosi | 15 mg/kg/giorno diviso BID, max 800 mg/die | 15 mg/kg/giorno diviso BID, max 800 mg/die | 8–28 giorni (variabile in base a numero e localizzazione delle cisti) | Co-somministrare corticosteroidi per reazioni infiammatorie; monitorare EEG/anticonvulsivanti |
| Echinococcosi (cisti idatidea) | 10–15 mg/kg/giorno diviso BID, max 800 mg/die | 10–15 mg/kg/giorno diviso BID, max 800 mg/die | Cicli da 28 giorni con intervallo 14 giorni; terapia ripetuta per mesi (1–6+ mesi) a seconda del caso | Usato pre-operatorio e in casi inoperabili; monitorare LFT e emocromo mensili |
| Cutanea larva migrans | 400 mg una volta al giorno | 15 mg/kg/die (max 400 mg) una volta al giorno | 3 giorni | Alternative includono ivermectina; valutare estensione cutanea |
| Strongyloides stercoralis | 400 mg due volte al giorno | 15 mg/kg/die diviso BID | 7 giorni (alternativa a ivermectina) | Preferire ivermectina se disponibile; monitorare risposta parasitologica |
Modalità d’assunzione
- Assumere preferibilmente con un pasto ricco di grassi o latte per aumentare l’assorbimento sistemico (aumenta la biodisponibilità dell’albendazolo sulfoxido).
- Per regimi divisi (BID), somministrare ogni 12 ore a intervalli regolari.
- Per terapie prolungate, seguire programmi di monitoraggio epatico ed ematico mensili.
- Non schiacciare o frantumare le compresse a meno che il prodotto non sia formulato come masticabile o sospensione.
Tempo di inizio e durata
| Parametro | Tempo di insorgenza | Durata dell’effetto clinico |
|---|---|---|
| Azioni farmacologiche (metabolita attivo) | Albendazolo è rapidamente metabolizzato; albendazolo sulfoxido raggiunge concentrazioni plasmatiche entro 2–4 ore | Emivita del metabolita attivo: ~8–12 ore; terapia continuativa necessaria per infezioni tissutali |
| Risposta clinica (elminti intestinali) | Sintomi e carica parassitaria diminuiscono in 3–14 giorni | Curativo in singole-dosi per molte elmintiasi intestinali; controllo parassitologico dopo 2–4 settimane |
| Risposta clinica (neurocisticercosi) | Miglioramento dei sintomi infiammatori può richiedere giorni-settimane; rischio di peggioramento iniziale | Controllo delle cisti: settimane–mesi; terapia limitata a cicli specifici |
| Risposta clinica (echinococcosi) | Degenerazione cistica osservabile in settimane–mesi | Trattamento prolungato necessario per sterilizzare o ridurre le cisti |
Farmacocinetica
- Assorbimento: scarsa biodisponibilità della molecola madre; incremento significativo dell’assorbimento con pasti ricchi di grassi.
- Metabolismo: rapido metabolismo epatico a metaboliti attivi (albendazolo sulfoxido) e successiva ossidazione in albendazolo sulfone.
- Distribuzione: il metabolita sulfoxido raggiunge tessuti e liquido cerebrospinale; buona penetrazione nelle cisti tissutali.
- Legame proteico: moderato del metabolita; variabile tra singoli farmaci.
- Emivita: albendazolo breve; albendazolo sulfoxido circa 8–12 ore (varia con interazioni farmacologiche ed epatopatie).
- Eliminazione: escrezione prevalente di metaboliti nelle urine; scarsa eliminazione della molecola immodificata.
Interazioni farmacologiche
Le principali interazioni influenzano la conversione epatica e i livelli plasmatici del metabolita attivo.
| Farmaco/Classe | Effetto sull’albendazolo | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Carbamazepina, Fenitoina, Fenobarbital, Rifampicina | Induttori enzimatici: riducono le concentrazioni di albendazolo sulfoxido | Monitorare efficacia; considerare aggiustamento o scelta terapeutica alternativa |
| Cimetidina | Inibitore: aumenta le concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo | Monitorare funzionalità epatica; valutare rischio tossicità |
| Praziquantel | Puo’ aumentare i livelli di albendazolo sulfoxido | Monitorare effetti collaterali; valutare monitoraggio ematochimico |
| Corticosteroidi (es. desametasone) | Utili per controllo della risposta infiammatoria in neurocisticercosi; possono modificare rapporti tessuto/plasma | Somministrare quando indicato per ridurre reazioni da morte delle cisti |
| Inefficaci con anticoagulanti | Interazioni clinicamente rilevanti con warfarin non sistematicamente descritte, ma cautela se somministrati farmaci epatotossici concomitanti | Monitorare INR se co-somministrati anticoagulanti |
Effetti avversi
La seguirà è una classificazione degli effetti indesiderati noti. Frequenze variabili in base alla popolazione e durata del trattamento.
- Effetti comuni (≥1%): nausea, dolore addominale, mal di testa, vertigini, aumento transaminasi (AST/ALT), febbre, mialgia.
- Effetti meno comuni: perdita di capelli reversibile, rash cutaneo, prurito, dolori articolari.
- Effetti rari/severi: epatotossicità grave (epatite, insufficienza epatica), mielosoppressione (neutropenia, pancitopenia), reazioni allergiche gravi (angioedema, anafilassi), neuropatia periferica.
- Reazioni correlate alla morte parassitaria: in neurocisticercosi può verificarsi aumento dell’infiammazione cerebrale, peggioramento delle crisi epilettiche o aumento della pressione intracranica; uso concomitante di corticosteroidi spesso necessario.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: controindicato, in particolare nel primo trimestre. Albendazole è teratogeno negli animali; evitare in donne gravide. Effettuare test di gravidanza nelle donne in età fertile prima di terapie prolungate.
- Allattamento: decisione clinica caso per caso; piccole quantità di metaboliti possono essere escrete nel latte. Evitare l’allattamento durante la terapia prolungata o interrompere l’allattamento se il trattamento è necessario.
- Bambini: uso approvato per alcune indicazioni a partire dai 2 anni; posologia basata sul peso per terapie ripetute o prolungate.
- Anziani: monitorare funzione epatica ed ematologica; più alto rischio di eventi avversi in presenza di comorbilità epatica.
- Insufficienza epatica: usare con cautela; valutare alternative se insufficienza epatica grave; monitorare LFT frequentemente.
- Insufficienza renale: non sono richiesti aggiustamenti significativi nella maggior parte dei casi, ma monitorare per accumulo di metaboliti se escrezione urinaria compromessa.
Monitoraggio e precauzioni
- Valutare prima e durante terapie >7 giorni: esami ematochimici comprendenti emocromo completo e transaminasi (AST/ALT) ogni 2–4 settimane o comunque mensilmente per regimi prolungati.
- Test di gravidanza obbligatorio in donne in età fertile prima di iniziare terapia prolungata; consigliare contraccezione efficace durante il trattamento e per almeno 1 mese dopo la fine della terapia.
- Tenere sotto controllo segni di epatotossicità (ittero, astenia intensa, nausea persistente) e segni di mielosoppressione (febbre, infezioni ricorrenti, emorragie insolite).
- In neurocisticercosi, monitorare attività convulsive e considerare terapia anticonvulsivante stabile prima e durante il trattamento antiparassitario.
Conservazione e forme
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Forme farmaceutiche comuni | Compresse 200 mg e 400 mg; compresse masticabili in alcune formulazioni; sospensione orale (concentrazione variabile a seconda del produttore) |
| Conservazione | Conservare a temperatura ambiente controllata (generalmente <25°C), al riparo da umidità e luce diretta. Seguire indicazioni sul foglio illustrativo del produttore. |
| Validità dopo apertura | Per sospensioni orali seguire le indicazioni della confezione; scadenza variabile. Non utilizzare oltre la data di scadenza riportata. |
Confronti clinici
- Albendazole vs Mebendazole: entrambi legano tubulina; albendazole ha migliore penetrazione tissutale e metabolismo sistemico attivo (sulfoxido), indicato per infezioni tissutali come cisticercosi ed echinococcosi; mebendazole è spesso usato per infestazioni intestinali con minore biodisponibilità sistemica.
- Albendazole vs Ivermectina: ivermectina è preferita per strongyloidiasi e scabbia in alcuni contesti; albendazole rimane alternativa per alcune infezioni o quando ivermectina non è disponibile.
- Utilizzo combinato: in alcune situazioni (es. neurocisticercosi) può essere usato albendazole con praziquantel, ma ciò richiede monitoraggio per aumentata esposizione e rischio di effetti avversi.
Informazioni pratiche finali
- Accertare sempre anamnesi di gravidanza e uso di farmaci induttori/inibitori enzimatici prima dell’inizio della terapia.
- Per terapie prolongate, programmare monitoraggi ematochimici e visite di controllo ogni 2–4 settimane.
- Segnalare immediatamente reazioni allergiche, ittero, febbre persistente o segni di infezione durante la terapia.
- Conservare il medicinale fuori dalla portata dei bambini e non utilizzare per indicazioni non prescritte.




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