Cleocin (Clindamicina) – Foglio Informativo
Indicazioni terapeutiche
Cleocin (clindamicina) è indicato per il trattamento di infezioni causate da ceppi sensibili di batteri anaerobi e di alcuni Gram-positivi aerobi. Indicazioni cliniche principali:
- Infezioni della pelle e dei tessuti molli (ascessi, cellulite, impetigine complicata).
- Infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori (esacerbazioni di bronchite, polmonite da streptococchi/stafilococchi sensibili).
- Infezioni ossee e articolari (osteomielite, artriti settiche) in associazione a rimozione/terapia chirurgica quando appropriato.
- Infezioni intra-addominali e pelviche (peritonite, ascessi addominali, endometrite, malattia infiammatoria pelvica) in combinazione con altri antibiotici quando indicato.
- Infezioni odontoiatriche (ascessi dentali, alveolite) e profilassi in pazienti allergici alla penicillina quando indicato.
- Trattamento della vaginosi batterica e infezioni vaginali sensibili mediante formulazioni vaginali (quando approvato per il prodotto locale).
- Uso combinato per toxoplasmosi cerebrale in pazienti intolleranti o allergici a terapie alternative (solo in contesti specialistici).
Non è efficace contro Enterobacteriaceae, Pseudomonas e molti Gram-negativi; utilizzo da riservare a infezioni con sospetto/prova di sensibilità.
Meccanismo d’azione
La clindamicina si lega alla subunità 50S del ribosoma batterico e inibisce la sintesi proteica bloccando la traslocazione e l’allungamento della catena peptidica. Ha un effetto principalmente batteriostatico; può essere battericida contro alcuni ceppi a concentrazioni plasmatiche elevate o in determinati tessuti. L’azione è simile a quella dei macrolidi, con potenziale antagonismo con questi antibiotici.
Dosaggio e somministrazione
La terapia deve essere guidata da valutazione clinica e, quando possibile, da antibiogramma. Di seguito posologie di riferimento; adattare a gravità dell’infezione, peso corporeo, funzione epatica e renale.
| Via | Indicazione | Dosaggio adulto | Nota |
|---|---|---|---|
| Orale (capsule) | Infezioni lievi-moderate | 150–300 mg ogni 6–8 ore | Preferire 300 mg ogni 8 ore per compliance; durata 7–14 giorni a seconda risposta |
| Endovenosa (soluz. per infusione) | Infezioni gravi | 600–2700 mg/die totali, divisi ogni 6–8 ore (es. 900 mg q8h) | Infezioni severe o osteomielite possono richiedere dosi ai limiti superiori |
| Topica (gel/lozione 1%) | Acne topica, infezioni cutanee locali | Applicare due volte al giorno sulla zona interessata | Uso esterno; evitare contatto con occhi e mucose |
| Vaginale (crema 2% o ovuli) | Infezioni vaginali | 1 applicatore (circa 5 g, crema 2%) intravaginale una volta al giorno per 3–7 giorni | Seguire istruzioni del prodotto specifico |
Dosaggio pediatrico
Dosi pediatriche basate sul peso corporeo; consultare il foglio tecnico e la guida specialistica per età neonatale.
- Bambini: 8–25 mg/kg/die totali, divisi in 3–4 somministrazioni (es. 10–20 mg/kg ogni 8 ore) a seconda della gravità.
- Non superare le dosi massime raccomandate per adulti (vedi tabella sopra).
- Neonati e lattanti: uso con cautela; dosaggi specifici e monitoraggio richiesti in base all’età gestazionale e funzione epatica.
Inizio effetto e durata
| Parametro | Tempo tipico | Commento clinico |
|---|---|---|
| Assorbimento orale (Tmax) | 0.5–1.5 ore | Assorbimento rapido, biodisponibilità orale elevata |
| Inizio effetto clinico | 24–72 ore | Miglioramento dei sintomi osservabile generalmente entro 1–3 giorni; rivalutare se peggioramento |
| Emivita plasmatica | ~2–3 ore | Variante in funzione dell’età e funzione epatica |
| Durata attività nei tessuti | più lunga del plasma | Buona penetrazione nei tessuti, concentrazioni tissutali > plasmatiche in alcuni siti |
Farmacocinetica
- Assorbimento: biodisponibilità orale elevata (circa 80–90%), assorbimento rapido con Tmax intorno a 1 ora.
- Distribuzione: ampia distribuzione nei tessuti; legame alle proteine plasmatiche elevato (circa 90%).
- Metabolismo: metabolizzazione epatica estesa; prodotti metabolici possono essere attivi o inattivi.
- Eliminazione: escrezione renale di metaboliti e piccola frazione di farmaco immodificato; escrezione biliare e fecale significativa.
- Emivita: circa 2–3 ore in adulti; prolunga in insufficienza epatica.
- Dialisi: la clindamicina non è significativamente eliminata dall’emodialisi.
- Passaggio placenta e latte: attraversa placenta e viene escreta nel latte materno.
Interazioni farmacologiche
Le interazioni seguenti sono clinicamente rilevanti; verificare sempre per farmaci concomitanti.
| Farmaco/Classe | Effetto | Consigli clinici |
|---|---|---|
| Macrolidi (es. eritromicina) | Antagonismo antagonista ribosomiale | Evita uso concomitante a meno che non monitorato; scegliere terapia alternativa |
| Warfarin e anticoagulanti orali | Aumento INR/effetto anticoagulante | Monitorare INR e aggiustare dose anticoagulante se necessario |
| Neuromuscular blockers (es. tubocurarina) | Potenzia blocco neuromuscolare | Usare con cautela durante l’anestesia; monitorare funzione respiratoria |
| CYP3A4 inibitori/induttori | Modifica concentrazioni di clindamicina | Monitorare efficacia/tossicità se somministrati insieme (es. rifampicina come induttore) |
| Procinetici/antidiarroici | Possibile alterazione assorbimento | Considerare effetti clinici; evitare prodotti che mascherano diarrea antibiotica |
Effetti indesiderati
Gli eventi avversi seguenti sono stati associati a clindamicina. Segnalare immediatamente effetti gravi.
- Gastrointestinali (più comuni): diarrea, nausea, vomito, dolore addominale. Diarrea associata a Clostridioides difficile può essere grave e potenzialmente letale (pseudomembranosa colite); valutare febbre, sangue nelle feci; sospendere se sospetta colite pseudomembranosa.
- Reazioni di ipersensibilità: rash, prurito, orticaria, angioedema, reazioni anafilattoidi (rare).
- Reazioni cutanee gravi (rare): sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
- Ematologici: neutropenia, leucopenia, eosinofilia, trombocitopenia; monitorare emocromo in terapia prolungata.
- Epatobiliari: aumento transaminasi, colestasi; rare insufficienza epatica.
- Locali: dolore o reazione al sito di iniezione; irritazione o secchezza con formulazioni topiche.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: dati clinici non hanno evidenziato rischi significativi; uso possibile se beneficio per madre supera potenziale rischio fetale. Monitorare.
- Allattamento: clindamicina passa nel latte materno; possibile diarrea e colite nel lattante. Valutare sospensione dell’allattamento in caso di reazioni nel neonato.
- Insufficienza renale: non è generalmente richiesto aggiustamento, ma monitorare pazienti con funzione renale gravemente compromessa per accumulo di metaboliti.
- Insufficienza epatica: ridurre dose in caso di insufficienza epatica grave e monitorare segni di tossicità.
- Anziani: aumentato rischio di colite da C. difficile e di reazioni avverse; monitorare strettamente.
- Bambini e neonati: usare dosaggi specifici per peso; cautela nei neonati pretermine e nei primi mesi di vita.
Conservazione e forme
Formulazioni e condizioni di conservazione tipiche:
| Forma farmaceutica | Concentrazione/composizione | Conservazione |
|---|---|---|
| Capsule orali | 150 mg, 300 mg | Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C), lontano da umidità e luce; non congelare |
| Soluzione orale (sospensione) | es. 75 mg/5 mL | Conservare a temperatura ambiente o come indicato nel foglietto; agitare prima dell’uso |
| Soluzione iniettabile | es. clindamicina fosfato 150 mg/mL | Conservare a temperatura ambiente; non congelare; seguire istruzioni per diluizione e uso immediato |
| Gel/lozione topica | 1% clindamicina | Conservare a temperatura ambiente; evitare contatto con occhi |
| Crema/ovuli vaginali | 2% crema (5 g/appl.) | Conservare a temperatura ambiente; ogni prodotto seguire scheda tecnica |
Scadenza: rispettare data di scadenza indicata. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Note di utilizzo pratiche
- Completare il ciclo prescritto anche se i sintomi migliorano prima; interrompere solo su indicazione medica.
- Se comparsa di diarrea grave o persistente, febbre, sangue nelle feci o dolore addominale, interrompere e consultare il medico immediatamente per rischio di colite da C. difficile.
- Per passaggio da IV a orale usare equivalenza delle dosi; monitorare tollerabilità gastrointestinale.
- Nei pazienti con reazioni allergiche a macrolidi valutare cross-reattività e monitorare risposta.
- Conservare la sospensione una volta ricostituita secondo istruzioni del produttore e scartare dopo il periodo raccomandato.
Confronti e alternative
Cleocin è una scelta terapeutica quando è necessario coprire anaerobi e Gram-positivi ed è un’opzione in pazienti allergici alla penicillina. Alternative da considerare in base al germe e alla sede dell’infezione:
- Macrolidi (azithromicina, claritromicina) per alcune infezioni respiratorie—attenzione all’antagonismo in caso di uso concomitante.
- Cefalosporine o penicilline in assenza di allergia per spettro più ampio contro streptococchi e alcuni Gram-negativi.
- Metronidazolo o β-lattamici combinati per infezioni intra-addominali con predominio di anaerobi e Gram-negativi.
Avvertenze e sorveglianza
- Monitorare funzionalità epatica ed emocromo in trattamenti prolungati.
- Controllare segni di reazioni allergiche e sospendere in caso di ipersensibilità grave.
- Usare con prudenza in soggetti con pregresse patologie intestinali (colite) o uso recente di altri antibiotici.
- Registrare e segnalare reazioni avverse al sistema sanitario nazionale e alla farmacia per farmacovigilanza.





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