Kemadrin (trihexyphenidyl) — Scheda Paziente
Indicazioni terapeutiche
Kemadrin (trihexyphenidyl) è indicato per:
- Trattamento dei sintomi della malattia di Parkinson e parkinsonismi secondari come terapia combinata o in monoterapia quando appropriato.
- Prevenzione e trattamento dei disturbi extrapiramidali e delle reazioni distoniche indotte da farmaci antipsicotici e da altri agenti antidopaminergici.
- Gestione sintomatica di tremore e rigidità dove il controllo col trattamento dopaminergico è insufficiente o non tollerato.
Meccanismo d’azione
Trihexyphenidyl è un antagonista muscarinico centrale con effetto antiparkinsoniano. Inibisce i recettori muscarinici nel sistema nervoso centrale riducendo l’attività colinergica e riallineando lo squilibrio tra acetilcolina e dopamina nella sostanza nera e nei gangli della base. L’effetto si manifesta con diminuzione di rigidità, tremore e riduzione delle contrazioni distoniche involontarie.
Dosaggio e somministrazione
Le dosi devono essere individualizzate in base alla risposta clinica e alla tollerabilità. Aumentare gradualmente per minimizzare gli effetti anticolinergici.
| Popolazione | Dose iniziale tipica | Incremento raccomandato | Dose di mantenimento usuale | Massima dose giornaliera |
|---|---|---|---|---|
| Adulto (Parkinson) | 2 mg 2 volte/die o 1–2 mg 2–3 volte/die | Incrementare di 1–2 mg ogni 3–7 giorni | 6–10 mg/die in divisione | 15 mg/die (in casi selezionati, valutare rischio/beneficio) |
| Adulto (distonia da farmaci) | 2 mg 2–3 volte/die | Incrementare fino a remissione dei sintomi | 6–10 mg/die | 15 mg/die |
| Anziani | 1 mg 1–2 volte/die | Incrementi piccoli e lenti | 2–6 mg/die | 10 mg/die (evitare dosi elevate) |
| Pediatria (uso off-label per distonia acuta) | Consultare specialista; dosaggio basato su peso | Monitoraggio ravvicinato | Variabile | Non raccomandato senza supervisione |
- Somministrare per via orale, con o senza cibo. Assumere alla stessa ora ogni giorno per mantenere livelli stabili.
- Per minimizzare l’insonnia, somministrare la dose più alta al mattino e dosi minori al pomeriggio/sera. Evitare dose serale alta se causa agitazione o insonnia.
- Non interrompere bruscamente il trattamento senza consultare il medico; ridurre gradualmente per evitare effetti di rebound.
Insorgenza e durata
| Parametro | Valore clinico |
|---|---|
| Inizio d’azione (orale) | 30–60 minuti |
| Picco plasmatico | 1–2 ore |
| Durata dell’effetto clinico | 6–12 ore (dose-dipendente) |
| Emivita | Circa 3–5 ore (variabilità individuale) |
L’inizio può variare in funzione della formulazione, del contenuto gastrico e dello stato epatico. Per controllo continuo dei sintomi, suddividere la dose in più somministrazioni giornaliere.
Farmacocinetica
- Assorbimento: ben assorbito per via orale.
- Distribuzione: attraversa la barriera ematoencefalica, distribuendosi ai tessuti centrali ed periferici.
- Metabolismo: metabolismo epatico significativo; vie enzimatiche multiple. Pazienti con compromissione epatica possono richiedere aggiustamento dose e monitoraggio.
- Eliminazione: escrezione renale di metaboliti; quota immodificata minima nelle urine.
- Emivita plasmatica media: circa 3–5 ore; effetti clinici possono persistere più a lungo.
Interazioni farmacologiche
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Altri anticolinergici (antistaminici, atropina, tricyclici) | Aumento degli effetti anticolinergici (secchezza delle fauci, ritenzione urinaria, confusione) | Evitarne l’uso concomitante o ridurre dose; monitorare segni anticolinergici |
| Inibitori della colinesterasi (donepezil, rivastigmina) | Effetti terapeutici opposti; riduzione dell’efficacia di entrambe le terapie | Non raccomandata associazione; valutare regime terapeutico |
| Antipsicotici sedativi/ansiolitici | Potenziale aumento di sedazione e compromissione cognitiva | Monitorare e considerare riduzione delle dosi sedative |
| Antidepressivi triciclici/MAO-inibitori | Potenziale aumento di effetti cardiaci e anticolinergici | Usare con cautela; monitorare ECG e segni di tossicità |
| Farmaci che alterano il metabolismo epatico | Modificano le concentrazioni plasmatiche di trihexyphenidyl | Aggiustare dose se necessario e monitorare effetti; consultare informazioni specifiche su enzimi epatici |
Informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci in uso, compresi quelli da banco e integratori. Evitare l’alcol, che può aumentare sedazione e compromissione cognitiva.
Effetti indesiderati
- Effetti anticolinergici comuni: secchezza delle fauci, visione offuscata e midriasi, costipazione, ritenzione urinaria, ridotta sudorazione.
- Sistema nervoso centrale: sonnolenza, confusione, perdita di memoria, agitazione, allucinazioni, psicosi o peggioramento delle funzioni cognitive, specialmente negli anziani.
- Sistema cardiovascolare: tachicardia, palpitazioni, ipotensione ortostatica in alcuni pazienti.
- Reazioni acute gravi: peggioramento di glaucoma ad angolo chiuso, ostruzione acuta delle vie urinarie, grave ipertermia per ridotta sudorazione.
- Sovradosaggio: sindrome anticolinergica con agitazione, delirio, allucinazioni, ipertermia, aritmie, crisi convulsive. Trattamento sintomatico e di supporto; in casi selezionati somministrare physostigmina sotto controllo specialistico.
Segnalare immediatamente: difficoltà a urinare, visione improvvisamente offuscata o dolore oculare, grave confusione, febbre inspiegabile, battito cardiaco rapido o irregolare.
Popolazioni speciali
- Anziani: maggiore sensibilità agli effetti anticolinergici e rischio aumentato di confusione, sedazione e cadute. Iniziare a basse dosi; titolare lentamente e monitorare funzione cognitiva e urinaria.
- Gravidanza: dati limitati. Usare solo se il beneficio atteso giustifica il rischio potenziale per il feto. Consultare il medico specialista.
- Allattamento: trihexyphenidyl può passare nel latte materno; valutare rischio/beneficio e considerare l’interruzione dell’allattamento se il farmaco è necessario.
- Compromissione epatica/renale: ridurre la dose e monitorare effetti; metabolismo epatico significativo può comportare accumulo in caso di insufficienza epatica.
- Pediatria: uso nei bambini solo su indicazione specialistica per distonia o reazioni extrapiramidali; monitoraggio ravvicinato degli effetti anticolinergici e cardiovascolari.
Precauzioni d’uso
- Controllare la funzione oculare in pazienti con glaucoma; controindicato nel glaucoma ad angolo chiuso non trattato.
- Usare con cautela in pazienti con ipertrofia prostatica, ostruzione del tratto urinario, megacolon, ileo paralitico o condizioni gastrointestinali che possono peggiorare con l’uso di anticolinergici.
- Monitorare pazienti con disturbi cardiovascolari o predisposizione ad aritmie.
- Avvertire circa la possibilità di compromissione della capacità di guidare o usare macchinari fino a che non si conosce la suscettibilità individuale agli effetti sedativi o visivi.
Conservazione e forme
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Forme farmaceutiche disponibili | Compresse da 2 mg e 5 mg (formato orale) |
| Conservazione | Conservare a temperatura ambiente controllata (non oltre 25 °C), al riparo dall’umidità e dalla luce. Non refrigerare. |
| Scadenza | Non usare oltre la data di scadenza indicata sulla confezione. |
| Smaltimento | Smaltire secondo le normative locali per farmaci non utilizzati; non gettare nei rifiuti domestici o nelle acque reflue. |
Monitoraggio clinico
- Valutare la risposta motoria e i sintomi extrapiramidali ad ogni visita; registrare effetti avversi anticolinergici.
- Controllare la funzione cognitiva e la presenza di allucinazioni nei pazienti anziani o con storia di disturbi cognitivi.
- Monitorare la funzionalità urinaria nei pazienti a rischio di ritenzione (es. ipertrofia prostatica).
- Se co-somministrato con farmaci che prolungano l’intervallo QT, considerare ECG e monitoraggio cardiologico se sintomi cardiaci emergono.
Informazioni pratiche
- Assumere con un bicchiere d’acqua; può essere assunto con il cibo per ridurre nausea.
- Se si dimentica una dose, prenderla non appena se ne ricorda; se prossimo alla dose successiva, saltare la dose dimenticata. Non raddoppiare le dosi.
- Durante la terapia evitare l’uso concomitante non necessario di antistaminici o sedativi per ridurre il rischio di sedazione e confusione.
- Portare sempre con sé un elenco aggiornato dei farmaci in uso e informare gli operatori sanitari in caso di ricovero o intervento chirurgico.
Interventi in caso di sovradosaggio
- Sintomi: agitazione, midriasi, secchezza mucose, tachicardia, ipertermia, allucinazioni, delirium, convulsioni.
- Trattamento: sospendere il farmaco; trattamento di supporto (aria, ventilazione, correzione elettrolitica, controllo della temperatura). Monitoraggio cardiaco e osservazione ospedaliera.
- Antidoto: physostigmina può essere considerata in casi gravi di intossicazione anticolinergica sotto controllo specialistico e in presenza di personale esperto.
Tabella riassuntiva
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Principio attivo | Trihexyphenidyl (salmon) — antagonista muscarinico |
| Via di somministrazione | Orale |
| Indicazioni principali | Malattia di Parkinson, parkinsonismi, distonie extrapiramidali indotte da farmaci |
| Effetti indesiderati principali | Secchezza bocca, visione offuscata, costipazione, ritenzione urinaria, confusione |
| Monitoraggio raccomandato | Stato cognitivo, funzione urinaria, segni di glaucoma, effetti anticolinergici |





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