Trental (pentossifillina) – Scheda Farmaceutica
Indicazioni terapeutiche
Trental (principio attivo: pentossifillina) è indicato per il trattamento dell’intermittent claudication dovuta ad occlusione arteriosa periferica cronica. Può essere utilizzato per migliorare la circolazione periferica quando i cambiamenti dello stile di vita e le misure conservative non sono sufficienti.
Uso off-label documentato (da valutare caso per caso): migliorie della microcircolazione in condizioni vascolari croniche e alcune complicanze microvascolari. Qualsiasi uso al di fuori delle indicazioni approvate deve essere giustificato e monitorato da uno specialista.
Meccanismo d’azione
- Pentossifillina è un agente emorheologico e derivato delle metilxantine. Migliora le proprietà reologiche del sangue aumentando la deformabilità eritrocitaria e riducendo la viscosità ematica.
- Inibisce l’aggregazione piastrinica e riduce l’adesività leucocitaria, migliorando il flusso capillare e la perfusione tissutale.
- Agisce come lieve inibitore delle fosfodiesterasi aumentando i livelli intracellulari di AMP ciclico (cAMP), con effetti vasodilatatori e antiinfiammatori; riduce inoltre la produzione di citochine pro-infiammatorie (es. TNF-α).
- Effetto clinico: incremento della distanza percorsa senza dolore (miglioramento della deambulazione) dopo trattamento prolungato.
Dosaggio e somministrazione
Le seguenti raccomandazioni si riferiscono alle formulazioni orali comunemente disponibili. Seguire sempre il foglio illustrativo del prodotto e le indicazioni del medico curante.
| Popolazione | Formulazione | Regime consigliato | Limite giornaliero |
|---|---|---|---|
| Adulti (intermittent claudication) | Compresse immediate | 400 mg tre volte al giorno, durante o dopo i pasti | 1200 mg |
| Adulti (formulazione a rilascio prolungato) | Compresse SR | 400 mg due volte al giorno (mattina e sera) | 800–1200 mg a seconda della formulazione (consultare etichetta) |
| Anziani | Qualsiasi | Di regola nessuna modifica necessaria; monitorare tollerabilità | Non superare 1200 mg |
| Insufficienza renale grave* | Qualsiasi | Considerare riduzione della dose o aumento dell’intervallo; consultare nefrologo | Varia in base a clearance |
*Non esiste un consenso univoco: in caso di clearance creatinina significativamente ridotta (ad es. <30 mL/min) è consigliata la restrizione della dose e/o un attento monitoraggio ematico per l'accumulo dei metaboliti.
- Prendere con il cibo per ridurre gli effetti gastrointestinali.
- Non frantumare, masticare o polverizzare le compresse a rilascio prolungato; ingerire integre.
- Se si dimentica una dose: assumerla non appena ricordato; non raddoppiare la dose successiva.
Inizio e durata
| Parametro | Valore clinico |
|---|---|
| Tempo al Tmax (assorbimento) | Circa 1–2 ore (formulazione immediata) |
| Emivita | Parentale: ~0,4–1 ora; metaboliti attivi: ~1,5–2,5 ore |
| Onset clinico percepibile | Settimane: miglioramento della distanza di deambulazione generalmente osservabile dopo 4–8 settimane |
| Massimo beneficio clinico | Tipicamente entro 8–12 settimane di terapia continuativa |
| Durata dell’effetto | Effetto dipende dalla terapia continuativa; i benefici tendono a protrarsi solo durante il trattamento |
Farmacocinetica
- Assorbimento: ben assorbito per via orale; biodisponibilità ridotta per effetto di primo passaggio epatico.
- Distribuzione: distribuzione sistemica con legame ematico variabile; attraversa la placenta in quantitativi limitati.
- Metabolismo: estensivo metabolismo epatico con formazione di metaboliti attivi (es. M-1), responsabili in parte dell’attività farmacologica.
- Eliminazione: eliminazione renale principalmente sotto forma di metaboliti; escrezione fecale in minima parte.
- Insufficienza renale/epatica: l’accumulo dei metaboliti può verificarsi; si raccomanda cautela e monitoraggio.
Interazioni farmacologiche
| Farmaco o classe | Tipo di interazione | Gestione raccomandata |
|---|---|---|
| Anticoagulanti orali (es. warfarin) | Aumento del rischio di sanguinamento e potenziale aumento INR | Monitorare INR; adattare dose anticoagulante se necessario |
| Antiaggreganti/antipiastrinici (aspirina, clopidogrel) | Effetto emorragico additivo | Valutare rischio/beneficio; sorvegliare segni di sanguinamento |
| Antipertensivi | Effetto ipotensivante potenziato (vasodilatazione) | Controllare pressione arteriosa regolarmente; regolare terapia antipertensiva se necessario |
| Theophylline e altri metilxantini | Possibile interazione farmacodinamica e farmacocinetica | Monitorare livelli e segni di tossicità; considerare aggiustamento posologico |
| FANS (es. ibuprofene) | Aumento potenziale del rischio emorragico | Valutare cautela se uso concomitante prolungato |
Altri induttori o inibitori enzimatici epatici possono alterare il metabolismo di pentossifillina e dei suoi metaboliti; monitorare in presenza di terapie multiple e consultare la letteratura specifica per interazioni particolari.
Effetti indesiderati
- Disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, dolore addominale, diarrea — frequenti. Assumere con cibo per ridurre l’incidenza.
- Sistema nervoso centrale: capogiri, cefalea, agitazione, sonnolenza — comuni.
- Cardiovascolari: flushing, tachicardia, ipotensione — occasionali; segnalare sincope o angina.
- Reazioni ematologiche: leucopenia, trombocitopenia, anemia — rare ma potenzialmente gravi; monitorare emocromo se sintomi sospetti.
- Reazioni allergiche: rash, prurito, angioedema, raramente reazioni anafilattoidi — sospendere il farmaco e trattare prontamente.
- Sanguinamento: emorragie retiniche o cerebrali riportate in pazienti predisposti; interrompere in caso di emorragia attiva.
- Alterazioni epatiche: aumenti delle transaminasi osservati occasionalmente; valutare funzione epatica se sintomi o test anomali.
Se compaiono reazioni gravi o inaspettate, sospendere immediatamente il trattamento e contattare il medico. Monitorare parametri ematici e segni di sanguinamento durante terapia prolungata o concomitante con anticoagulanti.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: non sono disponibili studi adeguati controllati; usare solo se il beneficio terapeutico giustifica il potenziale rischio fetale. Evitare in caso di emorragia cerebrale o retinica recente.
- Allattamento: passaggio nel latte materno non ben definito; considerare sospensione dell’allattamento o del farmaco in base alla necessità materna.
- Bambini: sicurezza ed efficacia non stabilite in età pediatrica; uso non raccomandato se non sotto stretto controllo specialistico.
- Anziani: maggiore frequenza di reazioni avverse cardiovascolari e neurologiche; monitorare tollerabilità e funzioni renali/epatiche.
- Insufficienza renale: ridurre dose o aumentare intervallo in caso di insufficienza renale moderata-grave; monitorare funzionalità renale e ematica.
- Insufficienza epatica: usare con cautela; aumento del rischio di accumulo dei metaboliti e di effetti avversi.
Controindicazioni e avvertenze
- Ipersensibilità nota alla pentossifillina o ad altri derivati delle metilxantine.
- Emorragia cerebrale o retinica recente: controindicato per rischio di aggravamento dell’emorragia.
- Consumare con cautela in pazienti con ulteriore rischio emorragico o che assumono terapie anticoagulanti/antipiastriniche.
- Non somministrare in situazioni di emorragia attiva o condizioni predisponenti a sanguinamento non controllabile.
Conservazione e forme farmaceutiche
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Forme disponibili | Compresse rivestite 400 mg (immediate release); compresse a rilascio prolungato 400 mg; soluzioni orali (formulazioni varie/magistrali secondo paese) |
| Conservazione | Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C) in luogo asciutto e al riparo dalla luce. Tenere fuori dalla portata dei bambini. |
| Stabilità | Seguire data di scadenza sul confezionamento. Non utilizzare se integrità della confezione è compromessa. |
| Smaltimento | Smaltire medicinali scaduti o non utilizzati secondo le normative locali per i rifiuti farmaceutici. |
Informazioni pratiche d’uso
- Assumere con i pasti per ridurre effetti gastrointestinali.
- Per pazienti in terapia anticoagulante: informare il medico e programmare monitoraggi più frequenti dell’INR durante l’inizio o l’interruzione della terapia con pentossifillina.
- Non interrompere bruscamente la terapia senza consultare il medico; la sospensione può far regredire il beneficio clinico.
- Segnalare tempestivamente emorragie, comparsa di nuovi sintomi neurologici, improvvisa diminuzione della vista o visione offuscata.
Monitoraggio e raccomandazioni
- Valutazioni cliniche periodiche della funzione vascolare e della distanza di deambulazione per valutare efficacia terapeutica dopo 8–12 settimane.
- Monitorare emocromo e parametri emostatici in caso di terapia prolungata o in presenza di fattori di rischio emorragico.
- Controllare funzione renale ed epatica in pazienti a rischio o con sintomi compatibili.
Ricapitolazione caratteristiche
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Principio attivo | Pentossifillina |
| Indicazione principale | Intermittent claudication da occlusione arteriosa periferica cronica |
| Dosaggio standard | 400 mg tre volte/die (immediato); 400 mg due volte/die (SR) |
| Massima dose giornaliera | 1200 mg |
| Principali avvertenze | Rischio emorragico; evitare in emorragia cerebrale/retinica recente; cautela in insufficienza renale/epatica |





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