Aspirina (Acido Acetilsalicilico)
Indicazioni
Acido acetilsalicilico (aspirina) è indicata per le seguenti condizioni cliniche negli adulti, salvo controindicazioni specifiche:
- Analgesia da lieve a moderata: cefalea, mialgie, dolore dentario, dolore post-operatorio.
- Antipiretico: riduzione della febbre di origine non specifica negli adulti (esclusi bambini con sospetta infezione virale).
- Proprietà antinfiammatorie: artrite reumatoide, spondiloartriti e altre patologie infiammatorie reumatologiche a dosi elevate (uso sotto controllo medico).
- Prevenzione cardiovascolare: terapia antipiastrinica a basso dosaggio per prevenzione secondaria di eventi ischemici (infarto miocardico, ictus ischemico) e in alcune strategie di prevenzione primaria selezionate secondo linee guida.
- Trattamento acuto sospetto di sindrome coronarica acuta: dose masticabile iniziale (carico) per favorire la trombolisi naturale.
Meccanismo d’azione
L’acido acetilsalicilico acetila irreversibilmente le isoforme cicloossigenasi (COX-1 e COX-2). L’inibizione di COX-1 nelle piastrine riduce la sintesi di trombossano A2, determinando un effetto antipiastrinico prolungato per la vita della piastrina (7–10 giorni). A dosi analgesiche e antinfiammatorie l’inibizione delle COX riduce la formazione di prostaglandine responsabili di dolore, infiammazione e febbre. L’irreversibilità dell’acetilazione è la ragione dell’effetto antiaggregante persistente anche dopo la scomparsa del farmaco plasmatico.
Posologia e somministrazione
La posologia varia in funzione dell’indicazione; seguire sempre la prescrizione medica. Indicazioni generali per adulti:
| Indicazione | Dose tipica | Frequenza | Massima dose giornaliera |
|---|---|---|---|
| Analgesia/Antipiretico | 300–1000 mg | Ogni 4–6 ore se necessario | Max 3–4 g/die (consultare medico per limiti specifici) |
| Antinfiammatorio (artrite) | 2–4 g/die suddivisi | In dosi frazionate (3–4 volte/die) | 2.4–4 g/die sotto controllo medico |
| Prevenzione cardiovascolare (antitrombotico) | 75–100 mg | Una volta al giorno | Non superare 100–150 mg/die salvo indicazione clinica |
| Sospetto infarto miocardico (carico) | 160–325 mg masticabile/chewable | Immediato | Dose singola di carico |
Note operative:
- Preferire aspirina masticabile o effervescente per rapido assorbimento in caso di dolore acuto o sospetto infarto.
- Assumere con cibo o latte per ridurre rischio di irritazione gastrica; evitare con alcol per aumentare rischio emorragico.
- Formulazioni a rilascio ritardato o gastroresistenti ritardano l’assorbimento e possono ridurre l’irritazione gastrica ma non eliminano il rischio di ulcera.
- Non somministrare a bambini e adolescenti con infezioni virali sospette per rischio di sindrome di Reye.
- Interazione con ibuprofene: per preservare l’effetto antiaggregante dell’aspirina, assumere l’aspirina almeno 30 minuti prima di ibuprofene o almeno 8 ore dopo.
Inizio e durata
| Effetto | Inizio d’azione | Durata tipica | Note cliniche |
|---|---|---|---|
| Effetto analgesico/antipiretico | 30–60 minuti (variabile con formulazione) | 4–6 ore | Formule effervescenti o masticabili hanno inizio più rapido |
| Effetto anti-infiammatorio | Ore–giorni (dipende dalla dose) | Durata variabile; effetto cumulativo con dosi regolari | Richiede dosi maggiori rispetto a uso analgesico |
| Effetto antiaggregante piastrinico | Immediato dopo assorbimento; effetto completo in poche ore | Irreversibile per la vita della piastrina (7–10 giorni) | La sospensione dell’aspirina non riduce immediatamente il rischio emorragico fino al rinnovo delle piastrine |
Farmacocinetica
Principali parametri farmacocinetici dell’acido acetilsalicilico e del suo metabolita attivo, l’acido salicilico:
| Caratteristica | Valore/Descrizione |
|---|---|
| Assorbimento | Assorbimento rapido nello stomaco e soprattutto nell’intestino tenue; velocità dipende dalla formulazione (masticabile/effervescente > normale > gastroresistente) |
| Biotrasformazione | Idrolisi rapida ad acido salicilico; metabolismo epatico mediante coniugazione (glucuronidi, salicilurici) |
| Emivita plasmatica | Dose-dipendente: a basse dosi 2–3 ore; con dosi alte può aumentare (fino a 12–20 ore o più in overdose) |
| Legame proteico | Elevato (≈ 80–90% a concentrazioni terapeutiche), diminuisce a concentrazioni elevate |
| Eliminazione | Renale; clearance renale dipendente dal pH urinario (alcalinizzazione aumenta eliminazione) |
| Metaboliti | Glucuronidi, salicilurici; rilevanti nel monitoraggio della tossicità |
Interazioni
Numerose interazioni farmacologiche sono clinicamente rilevanti; rilevare sempre terapia concomitante.
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione clinica |
|---|---|---|
| Anticoagulanti orali (warfarin), eparine, DOAC | Aumentato rischio emorragico | Valutare rischio/beneficio; monitorare INR se warfarin; evitare associazioni non necessarie |
| FANS non selettivi (ibuprofene) | Riduzione dell’effetto antiaggregante se ibuprofene somministrato prima di aspirina; aumento rischio GI | Se necessario prendere aspirina 30 min prima di ibuprofene o attendere 8 ore; considerare alternative |
| SSRI/SNRI | Aumentato rischio di sanguinamento (gastrointestinale e intracranico) | Monitorare segni di sanguinamento; valutare uso di gastroprotezione |
| Methotrexate (alte dosi) | Ridotta eliminazione renale del methotrexate; aumento tossicità | Evitare co-somministrazione o monitorare strettamente |
| Probenecid | Ridotta eliminazione salicilato -> aumento livelli plasmatici | Usare con cautela; monitorare livelli/effetti |
| Sulfoniluree | Possibile aumento effetto ipoglicemico per competizione su legame proteico | Monitorare glicemia |
| ACE-inibitori/Diuretici | Riduzione potenziale dell’effetto antipertensivo | Monitorare pressione arteriosa; rivalutare terapia se necessario |
| Alcol | Aumentato rischio di sanguinamento gastrointestinale | Evitarne l’assunzione contemporanea |
Nota: elencare sempre tutti i medicinali concomitanti al farmacista/medico; la lista non è esaustiva.
Effetti indesiderati
Reazioni avverse comuni e gravi associate all’uso di aspirina:
- Gastrointestinali: dispepsia, nausea, vomito, dolore epigastrico, ulcera peptica, emorragia gastrointestinale. Rischio aumentato con uso cronico e con età avanzata.
- Emorragici: sanguinamenti (gastrointestinali, intracranici, emorragie mucose), specialmente se associato ad anticoagulanti o agenti che aumentano la fragilità vascolare.
- Reazioni di ipersensibilità: orticaria, angioedema, broncospasmo (asma da aspirina/triade aspirina, poliposi nasale), shock anafilattico in casi rari.
- Renali: riduzione della funzione renale acuta, ritenzione idrica, insufficienza renale in pazienti predisposti o a dosi elevate.
- Ototossicità: acufeni e perdita dell’udito, spesso primo segno di tossicità salicilica (dose-dipendente).
- Epatotossicità: rara ma possibile a dosi elevate o in contesto di uso cronico.
- Sindrome di Reye: rischio grave e potenzialmente letale in bambini e adolescenti con infezioni virali; evitare somministrazione in questa popolazione senza specifica indicazione pediatrica.
In caso di sospetto sanguinamento, reazione allergica o segni di tossicità (acufeni, vertigini, iperventilazione, confusione) sospendere il farmaco e consultare immediatamente un medico.
Popolazioni speciali
Indicazioni e precauzioni per popolazioni con esigenze particolari:
- Gravidanza: evitare uso regolare nel terzo trimestre (rischio di chiusura prematura del dotto arterioso, ritardo del travaglio, aumentato rischio emorragico). In gravidanza precoce e media valutare rischio/beneficio; basse dosi (es. 75–150 mg/die) possono essere prescritte per la profilassi della preeclampsia in donne ad alto rischio seguendo linee guida ostetriche.
- Allattamento: piccole quantità di salicilati sono escrete nel latte materno; uso occasionale a basse dosi generalmente considerato compatibile ma è richiesto giudizio clinico per uso prolungato o dosi elevate.
- Anziani: aumentato rischio di sanguinamenti e ulcere gastrointestinali, funzione renale ridotta; iniziare con la minima dose efficace e monitorare.
- Insufficienza renale: evitare dosi elevate; monitorare funzione renale e segni di sovraccarico o tossicità.
- Insufficienza epatica: uso con cautela; rischio di alterata coagulazione e accumulo di metaboliti.
- Bambini e adolescenti: controindicata in caso di infezione virale sospetta per rischio di sindrome di Reye; uso pediatrico solo su prescrizione specialistica e per indicazioni specifiche (p.es. Kawasaki) secondo protocolli.
Sovradosaggio e gestione
Manifestazioni da sovradosaggio salicilico:
- Segni iniziali: nausea, vomito, tinnitus, vertigini, iperventilazione.
- Tossicità severa: febbre, confusione, allucinazioni, perdita di coscienza, disidratazione, acidosi metabolica mista, edema polmonare, insufficienza renale e arresto respiratorio.
Gestione clinica:
- Contattare immediatamente il pronto soccorso o centro antiveleni.
- Se l’ingestione è recente (entro poche ore) valutare somministrazione di carbone attivo se indicato.
- Monitoraggio: gas ematici, elettroliti, funzione renale, livelli di salicilato plasmatico quando disponibile.
- Trattamento specifico: alcalinizzazione urinaria con bicarbonato per aumentare eliminazione renale del salicilato; emodialisi nei casi gravi o livelli plasmatici elevati/insufficienza renale/instabilità emodinamica.
Conservazione e forme
Forme farmaceutiche comuni e condizioni di stoccaggio:
| Forma | Caratteristiche | Indicazioni pratiche |
|---|---|---|
| Compresse enteriche | Rilascio ritardato per ridurre irritazione gastrica | Non masticare; evita alcuni disturbi gastrici ma non elimina il rischio di ulcera |
| Compresse da masticare (chewable) | Assorbimento rapido, utile in emergenza cardiovascolare | Ideale per carico in sospetto infarto |
| Compresse effervescenti / disperdibili | Assorbimento rapido; ridotto contatto gastrico diretto | Utili per rapido sollievo e in pazienti con difficoltà deglutizione |
| Formulazioni bufferate | Aggiunta di agenti tamponanti per ridurre irritazione | Può migliorare tollerabilità gastrica in alcuni pazienti |
Conservare alla temperatura ambiente, preferibilmente tra 15 °C e 25 °C, in confezione originale ben chiusa e al riparo da umidità e calore. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Non usare dopo la data di scadenza stampata sulla confezione.
Caratteristiche chiave
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Principio attivo | Acido acetilsalicilico (aspirina) |
| Classificazione terapeutica | Analgesico/Antipiretico/Antinfiammatorio non selettivo; Antiaggregante piastrinico |
| ATC | N02BA01 (analgesico); B01AC06 (antitrombotico) |
| Meccanismo | Inibizione irreversibile COX-1/COX-2; riduzione produzione prostaglandine e trombossano A2 |
| Emivita | 2–3 ore a basse dosi (salicilato); aumenta dose-dipendentemente |
| Eliminazione | Renale (pH-dipendente) |
Informazioni pratiche per il paziente
- Non superare la dose raccomandata. In caso di uso cronico consultare regolarmente il medico per monitoraggio ematico e funzionale.
- Segnalare al medico terapie anticoagulanti, antidepressivi (SSRI/SNRI), altri FANS, methotrexate o storia di ulcera gastrica/intestinali.
- In caso di intervento chirurgico o procedura invasiva informare l’operatore circa l’assunzione di aspirina; l’interruzione dovrebbe essere valutata dal medico tenendo conto del rischio trombotico e del rischio emorragico.
- Non somministrare ai bambini/adolescenti con infezioni virali per rischio di sindrome di Reye.





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