Dostinex (cabergolina) – Foglio Informativo Farmaceutico
Indicazioni terapeutiche
Dostinex (cabergolina) è indicato per:
- Ipersomatotropina da prolattinoma: trattamento dell’iperprolattinemia sostenuta da adenomi ipofisari secernenti prolattina (microadenomi e macroadenomi).
- Iperegulazione prolattinica non adenomatosa: trattamento dell’iperprolattinemia idiopatica o associata a condizioni non adenomatose per normalizzare i livelli di prolattina e ripristinare la funzionalità riproduttiva.
- Soppressione della lattazione: uso a singola dose in specifiche situazioni cliniche per inibire la lattazione (valutare alternative e rischi/benefici, secondo le linee guida nazionali).
La decisione terapeutica deve essere basata su valutazione endocrinologica, imaging ipofisario e monitoraggio dei livelli sierici di prolattina.
Meccanismo d’azione
Cabergolina è un agonista selettivo dei recettori dopaminergici D2. Agendo sui recettori D2 della pars tuberalis e della pars distalis dell’ipofisi anteriore, inibisce la secrezione di prolattina dalle cellule lattotrope. Ha elevata affinità per i recettori D2 e attività agonista prolungata, che permette somministrazioni infrequenti (due volte alla settimana nella maggior parte dei regimi).
Dosaggio e somministrazione
Somministrare per via orale con o senza cibo. Iniziare sempre con la dose minima efficace e titolare in base alla risposta clinica e ai livelli di prolattina.
| Indicazione | Dose iniziale suggerita | Regime di mantenimento | Note di titolazione |
|---|---|---|---|
| Iperprolattinemia (generale) | 0,25 mg due volte a settimana (0,5 mg/settimana) | 0,5–1,0 mg/settimana, suddivisi in 1–2 somministrazioni | Aumentare gradualmente ogni 4 settimane se necessario; dose tipica 0,5–2 mg/settimana |
| Prolattinoma (macroadenoma resistente) | Iniziare 0,25 mg due volte/settimana | 1–2 mg/settimana; in casi selezionati dosi maggiori sotto controllo specialistico | Monitoraggio clinico, dosaggi di prolattina e imaging ipofisario |
| Soppressione della lattazione | Singola dose orale 1 mg immediatamente dopo il parto (ove indicato) | Non applicabile (uso singolo) | Valutare benefici e rischio trombotico; non è indicato per uso routinario senza valutazione |
Modalità pratiche: preferire somministrazioni serali o con un pasto per ridurre nausea. Non superare la dose massima raccomandata senza consulenza specialistica. In caso di vomito entro poche ore dalla somministrazione, valutare ripetizione della dose secondo indicazioni cliniche.
Inizio d’azione e durata
| Parametro | Osservazione clinica |
|---|---|
| Riduzione di prolattina (primo effetto) | Riduzione osservabile entro 2–4 ore dopo somministrazione |
| Normalizzazione prolattina | Spesso entro giorni-settimane; la maggior parte dei pazienti risponde entro 2–4 settimane |
| Effetto clinico sulle mestruazioni/fertilità | Recupero della funzione ovarica e cicli mestruali regolari in settimane-mesi |
| Durata d’azione | Effetto prolungato; somministrazioni 1–2 volte/settimana dovute alla lunga emivita |
Farmacocinetica
- Assorbimento: assorbimento orale rapido; Tmax generalmente 0,5–4 ore.
- Distribuzione: lega alle proteine plasmatiche in misura moderata (circa 40% come stima riferimentale).
- Metabolismo: ampio metabolismo epatico tramite idrolisi e dealchilazione; metabolismo estensivo con metaboliti inattivi o poco attivi.
- Eliminazione: eliminazione principalmente biliomediante/fecale; quantità minima di farmaco immodificato nelle urine (<5%).
- Mezza-vita: emivita terminale lunga, indicativamente ~63–69 ore dopo somministrazioni multiple; ciò giustifica dosaggio bisettimanale.
- Note: la biodisponibilità assoluta non è stata determinata con precisione; le concentrazioni plasmatiche sono basse e variabili tra i soggetti.
Interazioni farmacologiche
Interazioni clinicamente rilevanti e raccomandazioni:
| Farmaci/Classe | Effetto | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Antipsicotici e antiemetici (es. metoclopramide, aloperidolo) | Opposizione farmacologica; possono ridurre l’efficacia di cabergolina | Evitarne l’uso concomitante quando possibile; se necessario, monitorare intensamente i livelli di prolattina e il controllo clinico |
| Altri agonisti dopaminergici | Effetti dopaminergici additivi (ipotensione, sonnolenza, disturbi comportamentali) | Usare cautela; considerare riduzione delle dosi |
| Farmaci ipotensivi (incl. nitrati, alfa-bloccanti) | Rischio aumentato di ipotensione ortostatica | Monitorare pressione arteriosa; adeguare terapia antiipertensiva |
| Derivati dell’ergot (per es. pergolide) | Rischio additivo di reazioni fibrotiche e valvolopatie | Evitare associazione quando possibile |
| Inibitori/induttori enzimatici (CYP) | Cabergolina ha metabolismo multiplo; interazioni farmacocinetiche potenziali ma generalmente clinically modest | Usare cautela con potenti inibitori/induttori; considerare monitoraggio clinico |
Segnalare al medico tutti i medicinali in uso, compresi OTC e fitoterapici. Evitare l’uso concomitante con farmaci che antagonizzano l’azione dopaminergica senza supervisione specialistica.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati sono classificati per frequenza. La maggior parte è di lieve-moderata intensità e tende a ridursi con la continuazione o con la riduzione della dose.
- Molto comuni (≥1/10): nausea, mal di testa, capogiri, astenia, disturbi gastrointestinali (stipsi), sonnolenza.
- Comuni (≥1/100, <1/10): ipotensione ortostatica, vertigini, vomito, dolore addominale, congestione nasale, insonnia, ansia.
- Non comuni (≥1/1.000, <1/100): disturbi psichiatrici (allucinazioni, disturbi dell’umore), sincope, rash cutanei.
- Rari (≥1/10.000, <1/1.000): reazioni allergiche gravi, pancreatite, alterazioni della funzione epatica.
- Effetti seri (segnalati soprattutto a dosi elevate o in terapia prolungata): valvulopatia cardiaca (fibrosi valvolare), fibrosi pleuropolmonare, retroperitoneale o mediastinica; comportamenti di controllo degli impulsi (gioco d’azzardo patologico, ipersessualità, comportamento compulsivo).
Monitorare i pazienti per segni di tossicità ergotica o fibrosi (dispnea, dolore toracico, dolore addominale, ridotta tolleranza all’esercizio) e per sintomi psichiatrici o comportamentali. Sospendere il farmaco ed eseguire valutazioni diagnostiche se sospetto di reazione grave.
Popolazioni speciali
- Gravidanza: l’uso va valutato caso per caso. Se la gravidanza è pianificata o accertata, sospendere il trattamento quando possibile; in presenza di macroadenomi o crescita tumorale documentata, la continuazione può essere discussa con lo specialista. Studi clinici non supportano l’uso routinario in gravidanza.
- Allattamento: cabergolina inibisce la lattazione; pertanto non è raccomandato l’allattamento durante il trattamento. Per soppressione volontaria della lattazione valutare indicazioni e alternative.
- Insufficienza renale: eliminazione renale minima; non è solitamente necessario aggiustare la dose in insufficienza renale lieve-moderata, ma usare cautela in insufficienza renale grave e monitorare il paziente.
- Insufficienza epatica: metabolizzato prevalentemente epaticamente; evitare o usare con cautela in insufficienza epatica severa e considerare monitoraggio più stringente.
- Anziani: maggiore rischio di ipotensione ortostatica e reazioni psichiatriche; iniziare con dosi più basse e monitoraggio attento.
- Pediatria: sicurezza ed efficacia non sono stabilite in età pediatrica; uso limitato e da valutare specialistica.
Monitoraggio clinico
- Valutare i livelli sierici di prolattina prima dell’inizio, 2–4 settimane dopo l’inizio o dopo ogni aggiustamento di dose e periodicamente durante la terapia.
- Imaging ipofisario (RMN) e valutazione del campo visivo iniziali e ripetuti per monitorare la riduzione delle dimensioni tumorali o la crescita.
- Controllo della pressione arteriosa e verifiche per sintomi di ipotensione ortostatica, specialmente dopo inizio o aumento di dose.
- Valutazione cardiologica: considerare ecocardiogramma basale e durante la terapia a lungo termine o ad alte dosi per valutare la presenza di valvulopatia (soprattutto se terapia prolungata o dosi superiori a quelle per l’iperprolattinemia).
- Monitoraggio per sintomi di fibrosi (toracica, addominale o retroperitoneale) e per i disturbi del controllo degli impulsi.
Conservazione e forme farmaceutiche
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Forme disponibili | Compresse rivestite da 0,5 mg (confezioni blister da varie quantità). Alcuni mercati dispongono di forme da 0,25 mg per facilitare la titolazione. |
| Condizioni di conservazione | Conservare a temperatura inferiore a 25 °C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta. Tenere fuori dalla portata dei bambini. |
| Stabilità | Usare fino alla data di scadenza stampata. Non utilizzare se il blister è danneggiato. |
Avvertenze e precauzioni
- Non guidare o utilizzare macchinari se si manifestano sonnolenza significativa o episodi di sincope.
- Usare cautela in pazienti con storia di malattie valvolari cardiache o fibrotiche e in quelli con fattori di rischio per fibrosi.
- Interrompere il trattamento in caso di edema polmonare, dispnea ingiustificata, segni di fibrosi o comparsa di sintomi cardiaci e riferire immediatamente al medico.
- Informare il paziente circa il possibile sviluppo di comportamenti impulsivi o compulsivi; se tali sintomi compaiono, sospendere il farmaco e valutare trattamento specialistico.
Conservazione delle informazioni e documentazione
- Conservare il foglio illustrativo e la documentazione clinica relativa a dosi e risposte terapeutiche.
- Registrare eventuali effetti avversi e segnalarli al sistema di farmacovigilanza competente.





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